Berlusconi si addormenta in Quirinale: “Non c’è una c… di ragione per votare Fli!”


Il premier ha salutato le alte cariche dello Stato incanalando una serie di gag degne di un grande uomo di spettacolo, salvo cadere su qualche battuta.

Non c’è una c… di ragione per votarvi”, ha dichiarato al capogruppo Fli al Senato, Pasquale Viespoli, servendosi della sua persona per esprimere il disprezzo nei confronti del partito di nuova nascita.

Tutto questo dopo il pisolino avvenuto proprio al Quirinale. Il diretto interessato ha però minimizzato, quando, interrogato dai giornalisti sull’accaduto, ha affermato: “Non ho sentito la battuta. Certo, se l’ha detta, è stato fuori posto e fuori luogo, soprattutto alla luce del profilo e dello stile dell’intervento pronunciato poco prima da Napolitano”.

Il Presidente della Repubblica aveva, infatti, parlato di coesione politica e degli scontri romani, auspicando ad una ripresa generale per tutto il Paese.

Anche Francesco Rutelli, leader dell’Api, è stato vittima inconsapevole della verve di Silvio: afferrandolo ai lati, il premier gli ha intimato, “Mi si inchina il Terzo Polo“. Se il povero Rutelli voleva salvare in extremis la natura bizzarra della butuade, dicendo, “Addirittura alle spalle”, Berlusconi non ha esitato a specificare, “No, ai fianchi”.

Neanche un saluto con il presidente della Camera e leader dei Fli, Gianfranco Fini, mentre ha conversato per qualche tempo proprio con Napolitano. Del suo discorso aveva dichiarato: “Napolitano ha spezzato una lancia per la continuità e questo è in sintonia con quanto noi ritenevamo e riteniamo sia nell’interesse del Paese. Ha tenuto conto anche di quanto sostiene il governo, e cioè che è necessario evitare il rischio che il terzo paese d’Europa possa addentrarsi in un periodo di non governabilità”.

Rivolgendosi ad alcuni esponenti dell’informazione tv, il premier ha apertamente elogiato Enrico Mentana, “L’ho sempre saputo che eri il più bravo”, ha esclamato, salutandolo calorosamente. Per Augusto Minzolini, invece, un eloquente, “Ci sentiamo al telefono domattina, ti chiamo”.

foto: Roberto Monaldo / LaPresse

Carmine Della Pia