Bersani, Vendola, Di Pietro e i comunisti: dov’è il centrosinistra?!

Da anni, dagli albori della Seconda Repubblica, è prerogativa del centrosinistra italiano, in prossimità di nuove elezioni politiche, avvitarsi su stesso, in discussioni spesso superficiali e lontane dai problemi reali del Paese.
Nell’inverno 2005-2006, quando il popolo dell’Unione sognava una larga vittoria che avrebbe dovuto cancellare via Berlusconi e la CdL, i più attenti consigliavano, sconsolati, che i leader si nascondessero per qualche mese, se non volevano rimettere ancora una volta in corsa l’allora, e attuale, premier.
La storia, oggi, sembra destinata a ripetersi.

Oggetto della contesa sono le formule con cui, nel caso di crisi di Governo, si dovrebbe affrontare Berlusconi; un accavallarsi di dichiarazioni e repliche che, in pochi giorni, sono riuscite a spazzare via anche le poche certezze rimaste nella mente dei militanti e degli elettori di centrosinistra.

Il Partito Democratico, in quanto soggetto elettoralmente più forte di qualsiasi coalizione alternativa all’asse PdL-Lega, risulta essere il primo responsabile dello stato confusionale in cui versa l’opposizione: dopo mesi di discussioni interne da cui erano uscite ridimensionate tutte le aree politiche contrapposte alla segreteria Bersani, quando sembrava delineata chiaramente una linea politica incardinata sui binari paralleli del “Nuovo Ulivo” e della “Alleanza Costituzionale”, lo stesso Bersani, all’indomani del voto di fiducia ottenuto da Berlusconi alle Camere, ha preferito svoltare al centro, aprendo le porte ad una coalizione col Terzo Polo di Fini, Casini e Rutelli.

Volendo decifrare i piani del segretario democratico, che ricalcano in parte la strada tracciata mesi or sono da Massimo D’Alema, l’offensiva al centro dovrebbe servire a spaccare il Terzo Polo, riconducendo l’UdC nell’Alleanza Costituzionale e sperando in una corsa solitaria di Fli o, al contrario, a costruire un nuovo “CLN” in chiave antiberlusconiana, che comprenda tutte le forze politiche da FLI all’Italia dei Valori, isolando, però, Vendola, tentando di comprimere con la retorica del “voto utile” il peso elettorale della sinistra, costretta, in un simile scenario, ad una corsa solitaria.
L’operazione, a giudicare dalle dichiarazioni registrate negli ultimi giorni, rischia però di fallire miseramente.

Fini e Casini, impegnati a rafforzare il Terzo Polo (“alle prossime elezioni ci presenteremo come coalizione” ha spiegato il leader centrista) e pronti ad affrontare al Senato il banco di prova del voto sul Ddl Gelmini, dove saranno chiamati a trovare una posizione condivisa (alla Camera Fli voto a favore, l’UdC contro), hanno declinato ogni proposta ricevuta da destra come da sinistra; Di Pietro, intanto, da diversi giorni incalza Bersani, al grido di “mai con l’UdC”, chiedendo, paradossi del centrosinistra, che il PD concretizzi un progetto che il PD stesso aveva per primo avanzato, ovverosia la costituzione, con SEL, IdV e altri partiti minori, del “Nuovo Ulivo”.

A sinistra del PD, intanto, Vendola, con un atteggiamento prossimo all’autismo politico, interviene quotidianamente per chiedere “primarie subito”; lo stesso 14 dicembre, a poche ore  da eventi che avevano scosso il Parlamento, ostaggio degli Scilipoti, e la piazza, messa a ferro e fuoco da generazioni private del proprio futuro, “ora facciamo le primarie” fu l’unico commento del Governatore della Puglia.
Il “fenomeno Nichi”, in ogni caso, rischia di creare non pochi problemi al centrosinistra, avviato, come Vendola stesso ha auspicato, ospite a “In mezz’ora” di Lucia Annunziata, a discutere di “personalità” piuttosto che di “alleanze” e “programmi”, questioni attualmente inutili secondo il Governatore, che, al contrario, rappresentano i pilastri su cui poter costruire una vincente alternativa a Berlusconi e al berlusconismo.

La neonata Federazione della Sinistra (l’unione di comunisti, ex sinistra DS e sinistra Cgil), con il portavoce Oliviero Diliberto, ha invece rimarcato la necessità di impegnarsi, senza perdere tempo ulteriore, nella costruzione di quella “Alleanza Costituzionale” di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi: una coalizione che metta insieme il Nuovo Ulivo (PD, IdV e SEL) e la Federazione della Sinistra sulle tematiche della difesa della Costituzione (nuova legge elettorale, conflitto d’interessi, rivalutazione del Parlmento) e sulla tenuta sociale del Paese (tassazione delle rendite finanziarie, salario minimo garantito), con l’obiettivo di sconfiggere sia l’asse Berlusconi-Bossi sia il Terzo Polo.
Farebbero meglio a leggersi gli ultimi sondaggi. – ha spiegato Diliberto, rivolgendosi ai vertici del PD – Si accorgerebbero che il centrosinistra insieme alla Federazione della sinistra è in grado di battere Berlusconi perché rappresenta l’unica alternativa vera su questioni essenziali come il lavoro, la scuola, la laicità dello Stato, l’autonomia della magistratura e dell’informazione”.

Mattia Nesti