Cervello: scoperte proteine legate a 130 malattie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:14

Dall’Università di Edimburgo e dal Wellcome Trust Sanger Institute nuovi scenari sulla conoscenza dei geni e delle proteine responsabili di tante malattie umane da essi codificate.

Come pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, un team di scienziati, infatti, ha classificato 1461 proteine estratte da materiale cerebrale, 130 delle quali collegate ad altrettante malattie che colpiscono il cervello.

I ricercatori si sono concentrati su zone ben delimitate dei circuiti nervosi, definite a “densità postsinaptica” (PSD) e, partendo da materiale proveniente da pazienti sottoposti ad interventi chirurgici al cervello, sono riusciti ad identificare le proteine presenti in esse.

Seth Grant, coordinatore del team di scienziati, attraverso tecniche di proteomica, ha classificato le proteine secondo la loro struttura, funzione, attività, quantità e secondo le interazioni molecolari.

Le PSD sono regioni, presenti a livello delle sinapsi, che contengono recettori per i neurotrasmettitori, molecole e diverse altre proteine che variano a seconda della zona cerebrale e dello stato di sviluppo del cervello.

Ruolo fondamentale di queste regioni ad alta densità è quello di concentrare i recettori in modo di consentire una risposta rapida quando la molecola di segnale arriva nella fessura sinaptica.

I ricercatori di Edimburgo hanno intuito che queste regioni potevano fornire svariate informazioni per conoscere patologie del cervello come l’Alzheimer, il Parkinson o l’epilessia e hanno deciso di andare a studiare direttamente le proteine che vi risiedono.

Come lo stesso Grant ha affermato, “Abbiamo scoperto che circa 130 malattie del cervello coinvolgono la PSD, molte di più rispetto a ciò che ci aspettavamo e tra queste sono incluse anche le malattie infantili dello sviluppo, comprese forme di autismo e difficoltà di apprendimento”.

“Questi risultati aprono nuove strade verso la lotta contro tali malattie, prospettando lo sviluppo di nuovi test genetici diagnostici e nuovi metodi di classificazione delle malattie per aiutare i medici in questa operazione”.

Marco Notari

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