La n’drangheta e i candidati del Pdl, 12 arresti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:32

Anziché rivolgersi direttamente agli elettori, si rivolgevano prima ai clan per avere sostegno elettorale in vista delle regionali.
Prima di tutto da Peppe Pelle (detto “gambazza”), capo della più potente famiglia di San Luca, e chiedevano i voti.
In cambio erano pronti a mettersi a disposizione degli amici.
Dunque preferenze in cambio di appalti, del trasferimento dei detenuti, di visite mediche quando qualcuno non può muoversi, come ad esempio i latitanti.
Una volta eletti, i politici avrebbero lavorato per la ‘ndrangheta con favori d’ogni genere.

Nessuno poteva immaginare che nella casa del boss c’era una cimice del Ros che registrava tutto. E che tutti gli incontri, i summit, le riunioni nell’appartamento dei Pelle erano ascoltato dai Carabinieri.

Così stamattina sono finiti in carcere in 12, ed almeno altrettanti sono gli indagati. Sono mafiosi, intermediari, capi elettori, imprenditori e, soprattutto politici. In manette con l’accusa, a vario titolo, di voto di scambio, mafia e concorso esterno in associazione mafiosa, sono finite 5 persone che il 29 e 30 marzo scorso portarono una marea di voti, quasi tutti al centrodestra calabrese che sostenne il governatore Giuseppe Scopelliti.
Il Ros ha notificato gli ordini di custodia cautelare a Santi Zappalà del Pdl (l’unico che poi è stato eletto), a Francesco Iaria dell’Udc, a Pietro Nucera e Liliana Aiello (entrambi in corsa nella lista “Insieme per la Calabria  –  Scopelliti Presidente) e Antonio Manti (candidato con Alleanza per la Calabria).

Santi Zappala è accusato di avere stipulato con Peppe Pelle, il più solido degli accordi: preferenze in cambio di appalti.
L’esponente del Pdl, alle scorse regionali fu il più votato dell’intera provincia di Reggio, il terzo in assoluto nell’intera Regione Calabria.
E ora la magistratura ci dice anche il perché.

I clan, di fatto si muovevano all’unisono. Come un vero e proprio cartello elettorale. Sostenevano i propri candidato in maniera compatta puntando di volta in volta su quattro o cinque di essi in maniera da essere certi di farne eleggere certamente qualcuno. Lo stratega era proprio Pelle, che diceva ai suoi, se noi siamo uniti, se tutte le famiglie sono compatte ne possiamo fare salire tre o quattro. Tra l’altro, con le regionali alle porte già pensavano alle provinciali che a Reggio si svolgeranno tra qualche mese: Anche lì ne possiamo prendere tanti.

Matteo Oliviero

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