Lady Gaga e la testa mozzata di Babbo Natale

Che fosse una regina degli eccessi e una provocatrice lo si sapeva già. Non stupisce quindi l’ennesima bravata della nuova e incontrastata signora del pop mondiale, l’italo-americana Lady Gaga. L’ultima trovata è stata una distruttiva provocazione che ha avuto come oggetto il povero malcapitato di turno: Babbo Natale. Durante la sua esibizione alla 02 Arena di Londra, ennesima tappa del suo Monster Ball Tour, la Germanotta ha raccolto un pupazzo di Santa Claus gettato sul palco da un fan e lo ha letteralmente fatto a pezzi, prima prendendo la sua testa a morsi, poi strapazzandolo e decapitandolo con i suoi tacchi vertiginosi, infine gettandolo in pasto alla folla urlante.

Mi piace il Natale – ha detto Lady Gaga raccogliendo il pupazzo – ma per quelli che quest’anno si sentiranno soli nei giorni di festa, ecco qualcosa per renderli felici”. E giù morsi e pestaggi, conditi da qualche colorito insulto. “Era pieno di schifezze che non fanno bene ai bambini”, ha urlato infine, prima di rigettare lo strapazzato Babbo Natale tra il pubblico, ostentando un’ironica e parodica vena politically correct.

Il gesto di prendere a morsi il pupazzo di Babbo Natale riporta alla mente – agli appassionati di musica – uno storico gesto che è oramai entrato nella galleria delle leggende metropolitane del rock, in bilico tra realtà e proiezione mitizzante dei fan. Parliamo dell’episodio in cui – così narrano – Ozzy Osbourne, cantante e leader dei Black Sabbath, durante un’esibizione avrebbe raccolto un pipistrello morto sul palco e lo avrebbe decapitato a morsi. Una citazione? Forse. Dopotutto Lady Gaga ha fatto della forma il suo contenuto e non stupirebbe se il suo gesto fosse un piccolo omaggio al vecchio Ozzy, uno dei primi frontman a fare del concerto rock uno show a tutti gli effetti. Senza viaggiare con la fantasia, comunque, una cosa è indubbia: a prescindere dalla musica, la Germanotta riesce sempre a cogliere la palla al balzo – pardon, il pupazzo al balzo – per far parlare di sé.

Roberto Del Bove