Bigenitorialità: una mamma su cinque non dichiara il padre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:51

Su circa seimila donne che partoriscono, una mamma su cinque non dichiara il padre.  Nella maggioranza dei casi si tratta di ragazze madri.  Il 72% di queste donne sole è italiana, mentre le straniere sono il 27,7%. Il dato emerge dal bilancio 2010 della Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano. Nel 2010 sono stati effettuati 6138 parti, entro fine anno saranno oltre 6.500, per una media di 18 nascite al giorno.

Dal momento della nascita le madri hanno 10 giorni per indicare il padre del bambino nelle registrazioni al Comune. Le interruzioni volontarie di gravidanza sono state 1.440, di cui, il 99% per via chirurgica. Negli ultimi due mesi, grazie al fondo regionale Nasko, che aiuta economicamente le madri che pensano a un aborto perché non possono permettersi di mantenere un figlio, 103 donne hanno potuto scegliere di non interrompere la gravidanza.

I bambini che vengono al mondo non avrebbero, quindi, un padre naturale. Impossibile non ricollegarsi al delicato problema della bigenitorialità negata, la cui definizione è:  Il principio di bigenitorialità è il principio ideologico in base al quale un bambino ha sempre e comunque una legittima aspirazione, ovvero una sorta di diritto naturale a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche nel caso questi siano separati o divorziati, ogni qual volta non esistano impedimenti che giustifichino l’allontanamento di un genitore dal proprio figlio” Il timore di alcuni sostenitori di tale diritto è che alcune donne, possano decidere di non dichiarare il padre, a sua insaputa. 

La maternità cambia e la sociologa Francesca Zajczyk è pronta a dichiarare che “certamente la scelta di queste donne è autonoma e consapevole. È un loro diritto farlo. Ma questo fenomeno è anche lo specchio di una società che cambia e dove i rapporti tra uomini e donne sono sempre più difficili“. “La verità – aggiunge il sociologo Aldo Bonomiè che si sta dissolvendo un vecchio modello di famiglia, con lui, lei e i figli. E si fa largo una nuova realtà. Più che giudicarla, dobbiamo conoscerla e capirla“.

Un luogo comune, però, continua a resistere; quello secondo cui il ‘padre’ in quanto ‘maschio’ non solo non sarebbe in grado di crescere un figlio e, di fatto, non avrebbe gli stessi diritti della madre. Comunque stiano le cose è triste pensare che, per un motivo o per l’altro, a questi bambini venga negata la figura del padre e a molti di quegli uomini ‘meritevoli’ il diritto alla paternità. Non molto tempo fa  ne ha parlato anche Tiberio Timperi, che si ritiene vittima di questo stato di cose.

Cosmo de La Fuente

 
 
 

 

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