Ciclismo, Robbie McEwen resta a piedi: ritiro vicino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:56

Il velocista 38enne Robbie McEwen è rimasto a piedi. L’Uci ha, infatti, negato la concessione della licenza Pro Tour alla Pegasus Sport, neonata società che aveva ingaggiato il ciclista australiano.
La dirigenza della Pegasus è così costretta a chiudere i battenti, mentre lo sprinter è costretto a cercare un nuovo ingaggio: compito non facile vista l’età avanzata.

La decisione – La Pegasus Sport si era impegnata a fondo per adempiere alle richieste della Federazione Internazionale: “Stiamo impegnandoci a fondo per trovare le garanzie mecessarie che ci garantiranno di rispettare le richieste fatteci dall’Unione Ciclistica Internazionale”. Questo il testo del comunicato rilasciato dai dirigenti della neonata squadra pochi giorni fa. Ma l’Uci ha risposto picche: “Sulla base dei dossiere presentatici, la Commissione Licenze dell’Uci è costretta a rifiutare la richiesta di iscrizione della Pegasus Sport“.
Addio licenza, la squadra chiude i battenti senza aver mai visto la luce del sole.

Non solo McEwen – Tra i “disoccupati” illustri non c’è solo Robbie McEwen: tra le fila della Pegasus avrebbero dovuto correre ciclisti del calibro di Luke Roberts, Svein Tuft e Robert Hunter. Una squadra di buon livello, costruita, però, senza le carte in regola.

Ipotesi ritiro? – L’età che avanza rende probabile l’ipotesi del ritiro per McEwen, argento mondiale a Zolder 2002 e con più di 100 vittorie in carriera, di cui 12 al Giro d’Italia e 12 al Tour de France. Una carriera gloriosa, una fine amara di cui non ha colpe.

In maniera non volontaria: rischia di chiudersi così la carriera di uno dei migliori sprinter degli ultimi 3 lustri. Bici appesa al chiodo? Chissà: di certo dagli annali del ciclismo il suo nome non sparirà.

Edoardo Cozza

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