Cinque per mille: altri 300 milioni dal decreto Milleproroghe

Nel decreto legge Milleproroghe che il Consiglio dei ministri vaglierà domani dalle 9,30 sono previsti altri 300 milioni di euro da destinare al cinque per mille.

È il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti a confermarlo nell’incontro con i cronisti per il brindisi prima della pausa natalizia.

“E’ Natale, una buona notizia: c’è il 5 per mille”, ha affermato il ministro.

La dotazione finanziaria a favore del cinque per mille sale così a 400 milioni, dai 100 milioni previsti dalla legge di Stabilità che tanto hanno fatto discutere fino ad oggi.

Il cinque per mille, creato dallo stesso Tremonti nel 2005, ricordiamolo, è la quota dell’imposta sul reddito che i contribuenti italiani possono destinare alle associazioni di volontariato nei limiti stabiliti dal Governo.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenendo alla trasmissione di Canale 5 ‘Matrix’, ha commentato la notizia sostenendo che il governo sta cercando “di fare tutto il possibile e ciò che possa convivere con il rigore dei conti pubblici”, rammentando che “l’Europa ci chiede di scendere sotto il 3% del deficit sul Pil entro il 2013”.

“L’adeguamento della dotazione del 5 per mille, positivamente annunciato dal collega Tremonti, conferma la fiducia del Governo in uno strumento rivolto a potenziare le autonome capacità della società di rispondere a bisogni ed aspettative senza attendere l’intervento dello Stato”, ha dichiarato soddisfatto il ministro Maurizio Sacconi attraverso una nota ufficiale diramata poco dopo l’annuncio del titolare del dicastero dell’Economia.

“Si tratta di un sostegno posto nelle mani della libera disponibilità dei cittadini – ha aggiunto Sacconi – in favore di attività non profittevoli che potrebbe essere opportuno ancor più selezionare. E’ positivo comunque che molti di coloro che accolsero con ostilità, freddezza o ironia la nascita di questa leva a sostegno della sussidiarietà oggi la invochino con tanta insistenza”.

Il decreto che sarà discusso domani prevede, inoltre, la riconferma dei limiti agli incroci fra quotidiani e televisioni previsti dalla legge Gasparri del 2004 e in scadenza il 31 dicembre 2010: la misura dovrebbe essere prorogata di uno o due anni e vieta a chi esercita l’attività televisiva in ambito nazionale attraverso più di una rete di acquisire partecipazioni in imprese editrici di quotidiani o partecipare alla costituzione di nuove imprese editrici di quotidiani, anche attraverso imprese controllate, controllanti o collegate.

Il Milleproroghe conterrà anche la terza sospensione per i versamenti fiscali e contributivi per chi risiede nelle zone alluvionate del Veneto, mentre sembra non fare riferimenti alla proroga della deduzione fiscale a favore dei benzinai, che ora minacciano lo sciopero tra Natale e Capodanno.

Marco Notari