Il “no” di Francia e Germania per l’entrata, in marzo, di Romania e Bulgaria nell’accordo di Schengen

Ieri 21 dicembre fonti diplomatiche hanno informato che sia la Germania che la Francia hanno comunicato alla  Commissione Europea (CE)   la loro  decisione di mettere un  freno, o per meglio dire uno stop, all’entrata della  Bulgaria e della Romania all’interno dello spazio comunitario senza frontiere deciso dall’accordo e convenzione di  Schengen.

Già in precedenza,  il governo francese, si era mosso in questo senso e  aveva raccomandato e perorato la causa di rinviare, almeno fino a luglio prossimo,  la decisione, considerando e ritenendo che, per ora e al momento, non ci sarebbero  le condizioni necessarie, per farne parte.  

Il motivo è presto detto, i Ministri dell’Interno di Germania, Thomas de Maizière  e di Francia, Brice Hortefeux, almeno questo è quello che hanno spiegato,  hanno fatto recapitare una lettera alla  Commissaria Europea del ramo, Cecilia Malmström  nella quale considerano “prematuro” autorizzare l’adesione, nel mese di marzo del prossimo anno, dei  due  paesi e questa è la data prevista fino a questo momento.

Un altro motivo di preoccupazione, che si va ad aggiungere a  tutte le altre controversie, e che Parigi si fa carico di sottolineare,  è che la frontiera tra la Romania e la Moldavia continua a non essere  controllata a dovere ed è questo un disservizio che un cattivo biglietto di presentazione per la tanto desiderata e agognata entrata in Europa. All’inizio, la posizione di  Francia e Germania  avvallavano e garantivano che, in marzo, sia la  Bulgaria  che la Romania non si sarennero unite alla zona Schengen, poiché le varie entrate, devono essere approvate da tutti i Paesi membri  all’unanimità.

Interrogato su questo problema Michele Cercone, portavoce della Commissaria Malmström, ha confermato che l’Esecutivo comunitario ha ricevuto la lettera franco-tedesca, anche se, in questo momento, non desidera  fare  alcun commento sul  suo contenuto. Cercone ha voluto ricordare che la decisione di  ampliare l’area Schengen corrisponde unicamente agli  Stati membri e che la CE, in maniera semplice assiste gli  esperti nazionali nei loro lavori.

Maria Luisa L.Fortuna