Le prime pagine, gli scontri e la manifestazione a Roma

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Il clima di tensione c’è, ma è legato solo in parte alle mobilitazioni studentesche degli scorsi giorni. Lo vivono tutti, ogni giorno, e non è necessario che lo rappresentino le prime pagine dei giornali. Diventa però paradossale che questo clima (questo idem sentire di vaste fette della popolazione) trovi spazio soltanto nel momento in cui sfoci in una qualsiasi manifestazione violenta. E che spazio trova?

Basta dare un occhio (certo che l’impiego di entrambi risulti ridondante) alla rassegna stampa di oggi, nel giorno della prima manifestazione studentesca a Roma dopo il 14 dicembre. E se da un lato ‘Libero’ si presenta con una prima pagina moderata rispetto ai propri standard (“Gli analfabeti in piazza”. Sottotitolo: “Gli studenti proclamano la mobilitazione contro la riforma Gelmini: ma nella dichiarazione ci sono 6 errori in sole 4 frasi”. Gnè gnè, oserei dire). Molti altri quotidiani hanno optato per titoli decisamente più ad effetto. Paradigmatica ‘la Padania’: “Piazza Rossa ci riprova”. Sottotitolo: “Studenti all’assalto delle riforme. Le toghe politicizzate e la solita sinistra marciano sempre contro. Strumentalizzano i giovani e li schierano nella guerriglia urbana. A Roma ‘ordigno’ d’avvertimento”. Ed in sole 4 frasi, al posto di 6 errori, ci troviamo davanti ad allarmismo gratuito (che – si sa – è tanto caro ad una certa area politica) ed inesattezze. Perché riguardo all’ordigno ritrovato nella metropolitana di Roma, il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Maurizio Mezzavilla, ha ieri spiegato: “Un collegamento certo con le manifestazioni studentesche? Non abbiamo elementi per legare le due cose”.

E’ assolutamente paradossale vedere come una considerevole parte dei giornalisti italiani ami indossare i panni dei piromani intenti a gettare benzina sul fuoco, quando non hanno da fare i ‘barboncini’. E’ assolutamente paradossale leggere continui richiami agli anni di piombo, quasi ci si auguri si possa tornare al clima di tensione di quegli anni. Capisco perfettamente il fatto che i colleghi della carta stampata debbano vendere copie, specialmente in questo momento di crisi per l’economia in generale (e per il settore in particolare), e che i titoli a quattro colonne ad effetto sulla violenza dei giovani devia(n)ti attirino l’attenzione dei lettori. Ma farebbe lo stesso effetto una maxi foto di qualche bella signorina, con il vantaggio di non mettere a repentaglio la sicurezza pubblica.

E comunque, giornalista della carta stampata, te la suggerisco io la notiziona da quattro colonne: il tasso di disoccupazione in Italia è salito a ottobre all’8,7% dall’8,4% di settembre, come testimoniato dai dati raccolti dall’Istat. Perché da mettere in prima pagina? Perché è il record dal gennaio 2004, cioè da quando l’Istat ha iniziato a raccogliere questi dati. E se la disoccupazione aumenta, le disponibilità economiche diminuiscono. E se le disponibilità economiche diminuiscono, nemmeno i titoli ad effetto possono più nulla. Pensaci, collega della carta stampata. E pensa anche che – se il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è salito al 24,7% dal 23,5% dell’anno scorso – significa che molti ragazzi non c’hanno nulla da fare (nel Sud, un giovane su tre). E quindi è normale manifestino: ognuno occupa il proprio tempo libero come meglio crede. Io, ad esempio, opto per il non leggere i quotidiani.

R.D.V.