Sampdoria, l’addio di Gasparin: “Cassano? Mi rispettava”

Stamattina, dopo l’ufficialità di ieri pomeriggio data dal sito della Sampdoria, Sergio Gasparin, oramai ex direttore generale della squadra genovese, ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha spiegato il perchè del suo addio alla squadra e alla società.

Gasparin inizia col leggere una copia del suo contratto, oramai rescisso, che prevedeva un periodo di lavoro alla Sampdoria che doveva durare tre anni: “Le funzioni, i poteri, le responsabilità a Lei attribuite si riferiscono all’incarico di responsabile unico di tutta la gestione (tecnica, sportiva, amministrativa) della nostra società. Compito che sarà da lei svolto con la più ampia autonomia e quale unico dirigente responsabile, con riferimento al consiglio di amministrazione, al comitato strategico e al vicepresidente di Sampdoria holding”. Tutto abbastanza semplice e prevedibile dato il ruolo del manager: purtroppo tutto ciò è venuto meno. Gasparin non è riuscito ad avere la libertà amministrativa con i blocchi sul calciomercato e sportiva. Molte le indiscrezioni che davano Gasparin in procinto, quest’estate, a portare a Genova Maccarone, Weiss e Gobbi: tutti e tre gli affari però vennero bloccati da Garrone non intenzionato a spendere ulteriormente e tantomeno all’estero, nel caso Weiss.

“Se andiamo a vedere la dichiarazione dove il presidente Garrone dice che non prenderà più un direttore generale, tutto prende un significato preciso”
continua Gasparin facendo intendere come la gestione del presidente doriano sia diventata totalmente totalitarista e personale, volendo evitare il confronto con un direttore generale poco concorde con le sue idee. Gasparin aveva spesso, nelle sue esperienze passate, operato più che bene nel mercato estero, basti pensare ai numerosi campioncini scovati dall’Udinese, ma in questa gestione gli è stato reso impossibile continuare il suo lavoro.

Infine impossibile non domandare a Gasparin se il suo addio coincide in qualche modo col caso Cassano: “Questa vicenda non c’entra nulla con il mio addio, quando sono arrivato chiesi a Cassano rispetto e lealtà, e lui non ha mai mancato in questo“. Infine una battuta che apre ulteriormente la ferita attualmente presente nel cuore sampdoriano: “La proprietà mi ha detto che c’erano stati problemi con Marotta per il suo modo di gestire la società, e che io stessi facendo le stesse cose.”

Le prime indiscrezioni darebbero Gasparin vicino a prendere il posto di direttore generale al Bologna, ma non prima di Giugno, mese fino al quale dovrà stare necessariamente fermo.

Mario Petillo