Collezioni private esclusive: GAMeC mette in mostra l’orgoglio bergamasco

Presso l’Accademia Carrara, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, attiva ormai da vent’anni, ha raccolto in una sola mostra le migliori opere d’arte della provincia; pittura, scultura, installazioni e veri e propri ambienti artificiali si fondono ne Il Museo Privato, la passione per l’arte contemporanea nelle collezioni bergamasche” (per accedere, cliccare sotto l’immagine sulla scritta Photogallery).

I lavori esposti sono stati acquisisti dai collezionisti tra il 1991 e il 2010. L’anno in cui Gamec  nacque infatti, prese corpo un’iniziativa molto simile a quella attuale. La “Collezione privata Bergamo, Arte italiana del XX secolo” è la mamma naturale della raccolta di opere d’arte private in mostra dal 6 Ottobre 2010 al 14 febbraio del prossimo anno. La suddetta era stata dedicata ai lavori dei primi settant’anni del secolo scorso. A distanza di quasi un ventennio,  l’obiettivo è quello di rendersi conto delle nuove acquisizioni, di come siano state aggiornate e migliorate le collezioni private bergamasche.

L’esposizione attuale è stata prolungata di oltre un mese, grazie al successo di pubblico e critica. Il termine previsto inizialmente era infatti il 9 gennaioNoi di NewNotizie siamo andati a dare uno sguardo da vicino e ci siamo  trovati di fronte a ben tre piani “zeppi” di  capolavori. “Il museo privato” è infatti unito ad altri due eventi. La prima mostra italiana dell’artista concettual-minimalista  marocchina  Latifa Echakhch , intitolata “ Le rappel  des oiseaux e la rassegna di opere video di Igor e Svetlana Kopystianky.

In ogni caso la punta di diamante della manifestazione culturale rimane il Museo Privato dei collezionisti bergamaschi.  Il percorso artistico è caratterizzato da lavori di genere estremamente diversificato. Si va dai “classici” quadri, ad opere ricavate dall’intaglio di metalli, a foto d’autore, a riproduzioni d’eccezione. L’ambiente che ospita la mostra è decisamente accogliente e spazioso. Proprio lo spazio è variabile fondamentale ai fini dell’esatta comprensione  di alcuni lavori; attraverso la prospettiva in lontananza, in riferimento ad alcune opere, passa un messaggio diverso rispetto a quella di prossimità.

“Gigli d’acqua” di Schifano, ne è un esempio. Se da vicino puà essere semplicemente giudicato come un  “gran bel quadro”, facendo qualche passo all’indietro si distinguono decine e decine di sfumature  rese possibili attraverso una superba tecnica di pittura.  Quasi paradossalmente, la visione d’insieme mette sfrontatamente in mostra l’abilità dell’autore nei particolari.

Tutta l’inquietudine dell’avere il mal di pancia è invece rappresentata nel lavoro di Entang Wiharso, “On fire”. Già solo ad un primo sguardo, la tensione del protagonista traspare concretamente, contagiando psicologicamente anche il pubblico.

All’insegna della variabilità e della qualità, la mostra di opere privata proposta da Gamec, annovera al suo interno anche foto d’eccezione,  come ad esempio uno dei venti  prestigiosi scatti del servizio fotografico fatto a Beirut, nel 1991, ad opera di Gabriele Basilico.

I sopracitati sono presi esclusivamente ad esempio. Per esperti ed appassionati d’arte,Il Museo Privato, la passione per l’arte contemporanea nelle collezioni bergamasche”, è una tappa quasi obbligata. La ricchezza dell’esposizione appare infatti in grado di soddisfare anche i palati più fini. Gran parte delle opere risulta comunque di immediata comprensione e perdipiù il percorso è guidato, rendendo la mostra facilmente fruibile  anche ad un pubblico non particolarmente impegnato.

A.S.

Per le  foto:

Veduta della mostra ‘IL MUSEO PRIVATO. La passione per l’arte contemporanea nelle collezioni bergamasche’

Courtesy GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo