Con voto bipartisan, sì alla legge contro fuga dei cervelli


In tempi bui caratterizzati da scontri in parlamento e manifestazioni contro il Ministro per l’Istruzione e il suo discusso ddl, giunge una ventata positiva dal Senato, che unisce maggioranza e opposizione.

Grazie ad un voto bipartisan, arriva il sì alla legge che contrasta la fuga dei cervelli. Sarà garantita, infatti, una serie di agevolazioni fiscali, come la riduzione dell’imponibile, per i lavoratori di qualità laureati e con un titolo post laurea che decidessero di lavorare in Italia, e non migrare all’estero come avviene in molti casi.

C’è da dire che la fuga dei cervelli, così com’è stata definita, potrebbe essere, in realtà, sintomo di un disagio che affonda le sue radici nell’instabilità tutta italiana del rapporto laurea-lavoro, più che in ragioni esterofile.

Agli interessati il giudizio, da oggi in poi chi sceglie di prestare la propria collaborazione affinché il nostro diventi un Paese migliore avrà diritto a numerosi vantaggi, alloggi compresi.

Fra i promotori dell’iniziativa, Enrico Letta, del Pd, e Stefano De Lillo, Pdl, che ha affermato: “Il provvedimento che oggi l’Aula del Senato ha approvato con voto bipartisan rappresenta un importante segnale che la politica lancia al Paese e soprattutto ai giovani. Insieme alla riforma universitaria, l’Italia in questo modo guarda al suo futuro, ai giovani laureati con il chiaro intento di aumentare il tasso qualitativo della nostra classe dirigente e della nostra impresa, ormai sempre più immersa in un sistema altamente globalizzato e competitivo”.

Enrico Letta, primo firmatario della proposta di legge, ha invece dichiarato: “È stato davvero un bel segnale. Nel metodo abbiamo dimostrato che su problemi circoscritti ma cruciali per il Paese è possibile lavorare insieme, maggioranza e opposizioni. Ora non cadiamo nel rischio del benaltrismo. È evidente che per rendere il Paese più mobile e più giusto nei confronti dei nostri talenti ci vuole benaltro, ci vogliono politiche più complessive e articolate”.

“Però, questo è un primo, confortante, passo – aggiunge – ed è una dimostrazione di responsabilità da parte di tutto il Parlamento. La classe dirigente non può semplicemente più permettersi di alzare le spalle rispetto alla dissipazione delle sue migliori energie. È ossigeno vitale che se ne va. E non possiamo più consentirlo”.

Carmine Della Pia