Conti pubblici: per Berlusconi nessuna manovra aggiuntiva

Nessuna manovra correttiva in primavera.

A confermarlo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella conferenza stampa di fine anno, durante la quale il premier ha ribadito che una nuova manovra non è né necessaria e né l’Europa la chiede al nostro Paese.

“Una manovra correttiva non sarà fatta perché non c’è né la previsione né la necessità di questa manovra. Anche il commissario europeo competente in materia ha escluso questa necessità”, ha ricordato Berlusconi.

Chiaro il riferimento al giudizio arrivato i giorni scorsi dal commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, secondo cui non ci sarebbe l’esigenza di manovre correttive se “le previsioni di crescita ed entrata saranno raggiunte e la crescita dell’economia italiana dovrebbe tornare ai ritmi pre-crisi entro il 2012”, osservazione ribadita una settimana fa dal presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che ha sottolineato come l’Italia non abbia nulla da temere anche per gli sforzi fatti sul fronte del risanamento dei conti: “Il parlamento italiano ha approvato una manovra finanziaria da 24 miliardi con notevoli risparmi e, nonostante il debito sia al 118% del Pil per il 2010, sono stati fatti notevoli sforzi per riportare in ordine i conti pubblici”.

Le stime Ue per il 2010 prevedono per l’Italia un deficit al 5%, che dovrebbe calare al 4,3% nel 2011 e al 3,5% nel 2012.

Quelle del Governo, invece, prevedono un deficit al 5% nel 2010, al 3,9% nel 2011 e al 2,7% nel 2012: questa differenza dei dati ha fatto sorgere l’allarme per una manovra bis, smentita, in parte, da Rehn nel corso della sua recente audizione alla Camera, dove ha ricordato che “il Bilancio 2011 è in linea con gli obiettivi di riduzione del deficit previsti dal Patto di Stabilità” e che “bisogna riconoscere che la crescita dell’economia italiana è piuttosto moderata”, auspicandosi un aumento del “potenziale di crescita attraverso riforme strutturali”.

Marco Notari