Haiti, linciate 45 persone accusate di diffondere il colera

Ancora morte ad Haiti già scossa dal terremoto e dal colera che sta mietendo ogni giorno nuove vittime. Questa volta ad uccidere è l’ignoranza di quelli che cercano disperatamente di trovare un colpevole per l’epidemia che sta affligendo il paese. Almeno 45 persone sono infatti state barbaramente uccise in linciaggi di gruppo perché accusate di diffondere la malattia.

Ê stato il ministro della Comunicazione haitiano a rendere noto il macabro bilancio, aggiornando un conteggio che all’inizio del mese parlava di 14 vittime di linciaggi. Venti giorni dopo, ci sono più di 40 vittime nel solo dipartimente di Grand’Anse, situato nella parte occidentale dell’isola. Moise Fritz Evens, funzionario del Ministero, ha detto che “le vittime sono state colpite con pietre e con machete, prima di essere bruciate in mezzo alla strada”. Oggetto della persecuzione sono soprattutto persone che praticano “medicina naturale” o i cosiddetti “stregoni” o preti vudú (una religione molto diffusa ad Haiti) ritenuti dei veri e propri untori. Il ministro della Comunicazione, Marie-Laurence Lassegue ha voluto sottolineare che “le persone che praticano il vudù non hanno nulla a che vedere con il colera. Per combattere queste credenze occorre rinforzare la sensibilizzazione sulla malattia”.

Da quando a metà ottobre si sono manifestati i primi casi di colera, sull’isola sono morte 2.591 persone e 121.518 altre sono state curate. Secondo un recente studio epidemiologico il colera sarebbe arrivato da una fonte umana esterna alla popolazione haitiana, e uno studioso francese ha accusato la truppa nepalese dell’Onu di essere responsabile. Accusa che è stata più volte respinta.

Annastella Palaciano

. S Diversi studi indicano che il colera è giunto tramite un portatore umano esterno alla regione. Secondo un epidemiologo francese il contagio sarebbe arrivato a causa del contingente nepalese dei Caschi blu dell’Onu, un’accusa che è stata seccamente respinta dalle forze armate nepalesi.