Rai, 2010 in perdita per 108 milioni ed aumento del canone

La Rai riduce le perdite dell’esercizio 2010 e approva un budget per il 2011 di 20 milioni.

Il ministro per lo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, intanto, decide un aumento del canone pari a 1,5 euro, in linea con l’inflazione programmata, portando l’imposta sul possesso dell’apparecchio televisivo a 110,5 euro.

Nelle riunioni del Cda aziendale avvenute ieri e martedì sono state riviste le riprevisioni del bilancio per l’esercizio 2010, che indicano una chiusura in rosso per 108 milioni di euro, dunque una perdita ridotta rispetto ai 116 milioni della seconda riprevisione, ed un indebitamento finanziario pari a 200 milioni, 40 milioni in meno rispetto alla seconda riprevisione.

Per il prossimo anno è previsto il tanto agognato pareggio di bilancio, sebbene si tratti di un anno senza ricavi per diritti legati a grandi eventi sportivi.

Nel 2012 ci saranno gli Europei di calcio e le Olimpiadi di Londra, che incideranno sul bilancio di quell’anno per circa 130 milioni di euro.

Il budget del 2011 chiude in attivo grazie a una manovra di risparmio sui costi di circa 86 milioni.

Aumenterà l’indebitamento finanziario intorno ai 350 milioni, perché saranno improrogabili e non differibili gli investimenti per digitalizzare la rete di trasmissione. Non è nemmeno da escludere, ancora, un’anticipazione al 2011 dello spegnimento del segnale analogico in tutte le regioni, come richiesto dall’Autorità per le comunicazioni.

Saranno necessari, inoltre, altri 45 milioni d’investimenti tecnici nei centri di produzione, per rinnovare il parco tecnologico dell’azienda.

L’azienda riceverà dal ministero dell’Economia 24 milioni in più rispetto agli introiti netti legati al canone di abbonamento che, come anticipato, con decreto del ministro Romani è stato innalzato a 110,5 euro dai 109 del 2010.

Sul canone, duro il commento di Davide Caparini, Lega Nord: “L’anno sta per finire e porta in dono il solito aumento del solito balzello. La maggioranza e la politica hanno perso ancora una volta l’occasione di abolire il canone Rai e rivedere i criteri di finanziamento del servizio pubblico”.

Secondo Benedetto della Vedova, FLI, “anziché aumentare le tasse, Romani avrebbe dovuto chieder conto alla Rai della scelta suicida di togliere i suoi programmi da Sky, rinunciando a 50 milioni annui e al relativo introito pubblicitario”.

Marco Notari