Sarah Scazzi tra i personaggi dell’anno per Vanity Fair


Il patinato magazine Vanity Fair dedica un servizio di sei pagine a Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa ad Avetrana lo scorso 26 agosto.

Corredato da storie e foto, il lungo articolo è accompagnato dalla consacrazione della ragazzina a Personaggio dell’anno, insieme a Lady Gaga e Julian Assenge.

In accordo con la famiglia, la rivista ha parlato del carattere di Sarah, e non delle vicende per cui, in quasi quattro mesi, sia finita su Vanity Fair.

Per raccontare Avetrana, poi, il direttore ha inviato la giornalista Imma Vitelli e il fotografo Giulio Piscitelli, che hanno vissuto nella piccola cittadina per una settimana raccogliendo impressioni e particolari del caso che ha sconvolto l’Italia.

La vasta, forse eccessiva, eco che il caso Sarah Scazzi ha ricevuto da ogni tipo di media è dovuta, forse, alla circostanza con cui la stessa vicenda è nata: in diretta televisiva.

Poche ore dopo la cosiddetta scomparsa, Concetta Serrano, madre di Sarah, era in tv a denunciarne la scomparsa.

Per rafforzare le indagini, la donna inviò una lettera, ricevendo una pronta risposta, anche al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Si tratta della stessa persona, però, che dichiarò, sin dai primi giorni, “Indagate in famiglia”.

Non spiegò immediatamente il senso della frase, ma questa bastò agli inquirenti per risolvere il caso in poco più di un mese: dopo un interrogatorio fiume, entra in scena Michele Misseri, zio della ragazzina, in qualità di reo confesso per omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere.

Un epilogo così brutale da ottenere l’effetto contrario, su stampa e tv: programmi e quotidiani si scatenano e fanno a gara per ottenere l’agenzia ANSA più succulenta, finché l’Odg interviene con un appello sul suo sito, invitando ad un po’ di sano rispetto.

Il caso di Avetrana ha attirato anche l’interesse di un giornale sul quale siamo abituati a leggere di spettacolo e televisione. Se, quindi, inizialmente si resta stupiti nel trovare Sarah Scazzi tra Lady Gaga e Barbara Berlusconi, basta pensare ai quattro mesi trascorsi in tv per riconoscere, tristemente, un dato di fatto: la storia è nata, morta e consacrata nel mondo dello spettacolo.

Carmine Della Pia