Via libera al nuovo testo sui diritti d’autore

Dicembre 2010. L’AGCOM, autorità per le garanzia nelle comunicazioni approva all’unanimità un testo di nuova concezione per la tutela del materiale coperto da diritti d’autore. Ispirate a norme internazionali, le nuove disposizioni avranno tempo 60 giorni per essere verificate nella fase di “consultazione pubblica”.

Nel testo vengono esposte una serie di iniziative che seguono il testo americanoNotice and take down“, in cui sembra venga ribaltato il concetto di “responsabile” del download del materiale tutelato dal copyright; al contrario di quanto si possa pensare, vale a dire che colui che esegue il download di materiale protetto sia la persona da perseguire come responsabile dell’azione illegale contro i beni protetti dall’intelletto, la best practices statunitense invita a contestare il reato all’owner del sito, ossia il proprietario o il responsabile legale.

I comportamenti elencati nel nuovo testo che si possono intraprendere nei confronti dei siti che non rispettano le norme sul copyright sono differenti a seconda della gravità della contestazione. Per siti italiani in cui alla denuncia dell’illecito segue un confronto delle parti, si può arrivare ad una soluzione pacifica che prevede la cancellazione dal sito dei materiali illegali; per siti internazionali dove fossero impossibili contestazioni o confronti faccia a faccia, l’ente preposto potrà chiedere agli ISP italiani, ossia agli Internet Provider di oscurare l’intero sito tramite tecniche di rimozione del nome  da internet ( tecniche DNS) oppure direttamente vietando le richieste per gli IP pubblici dello stesso. Tutti gli utenti via cavo devono passare dagli ISP per poter navigare nelle pagine WEB di internet.

Per far ciò l’autorità dovrà stilare una lista dei cattivi, chiamata “black list“, che immessa nei sistemi informativi potrà bloccare l’illecito.

Come sempre in materia di “diritti” si apre il dibattito su cosa si possa negare e cosa non si possa bloccare. A rigor di logica, anche se l’applicazione di queste norme non risultasse semplice o oppurtuna per qualsiasi sito, la teoria è corretta. L’applicazione però a siti come youtube, dove accanto a materiali legali ve ne sono altri che non possono che essere bloccati, non è così facile come sembrerebbe. Inoltre  come potrebbero difendersi queste società estere davanti ad un’azione intrapresa da un paese che non è il loro?

E’ certo che se non si inizia mai, tutto sarà sempre concesso, l’importante è applicare norme internazionali e non “inventare” azioni specifiche e magari opinabili che col tempo vengano dimenticate e non applicate.

Inoltre i costi dei materiali protetti da diritti dovrebbero abbassarsi per permettere a tutti di usufruirne di più in quantità e qualità,e soprattutto in maniera legale.

I.T.