Schifani, noi qui a lavorare il 23 dicembre, altro che casta

Schifani, in vista di uno dei Natali più austeri degli ultimi decenni, vista la crisi economica che ha profondamente colpito il paese, protesta contro chi definisce casta la nostra classe politica.
C’è chi questo Natale non ha più un lavoro, chi è in cassa integrazione, chi riuscirà a stento a coprire le spese.
Eppure c’è qualcuno che è si è sentito offeso.
C’e’ chi ci raffigura come una casta. La migliore risposta e’ nei fatti. Oggi 23 dicembre, antevigilia di Natale, il Senato e’ ancora al lavoro.
Lo ha detto ieri durante la votazione della riforma Gelmini il presidente del Senato Schifani, la seconda carica dello Stato.

Abbiamo una classe politica che lavora anche il giorno prima della vigilia di Natale e di questo dovremmo essere fieri, anche se non si sa chi davvero non lavora il 23 dicembre.
La frase di Schifani non è completa però, manca l’aggiornamento della seduta, infatti il Senato tornerà a riunirsi il 12 gennaio.
Sono troppo pochi 20 giorni di feste natalizie? Considerando che i giorni feriali tra le feste di Natale, Capodanno ed Epifania sono giorni in cui tutti lavorano, forse tranne il mondo della scuola e qualche eccezione.

Ma davvero possiamo definirla casta, quella del Senato? No che non lo è, è la normalità del paese, chi non gode di 20 giorni di festa? Ma è soprattutto sullo stipendio che non possiamo definirla casta. Lo stipendio dei senatori si aggira intorno ai 17 mila euro al mese, oltre che godere di numerosi altri benefici.
Anche nel resto d’Europa lo stipendio dei politici è leggermente alto rispetto allo stipendio di un comune lavoratore, forse non come l’Italia che detiene questo triste primato di politici più pagati.
Almeno negli altri paesi, oltre a godere delle feste, guadagnare 17mila euro al mese, almeno sono scelti dal popolo.

Matteo Oliviero