Dopo due stagioni, il Teatro Ambra Jovinelli di Roma riapre con un omaggio al grande Eduardo

Debutto omaggio alla grande tradizione teatrale napoletana per l’Ambra Jovinelli di Roma, con gli atti unici del maestro Eduardo De Filippo a festeggiare la riapertura dello storico spazio scenico romano, rimasto chiuso per due stagioni.

Da domani, domenica 26 dicembre, e fino al 9 gennaio 2011, Rocco Papaleo e Giovanni Esposito porteranno in scena “Eduardo, più unico che raro!”, un mix di testi eduardiani scelti dal regista Giancarlo Sepe per l’originale congerie di personaggi diversi presenti che, tra limiti e similitudini, arriveranno a mostrare insolite affinità di fondo.

Lo spettacolo affianca ad atti unici rappresentati per intero, come Pericolosamente del 1938, Sik-Sik, l’artefice magico del 1929 e La voce del padrone (1932),  altri testi “combinati” insieme.
Come Filosoficamente del 1928, in cui Arturo e il suo amico Vincenzo,  l’uno cieco e l’altro fortemente miope, durante una festa a casa di Gaetano Piscopo, impiegato di modeste condizioni economiche, chiedono la mano delle figlie Margherita e Maria di cui si dicono follemente innamorati. I due vengono accostati a Mario Spelta, il protagonista che in Occhiali neri (1945), tornato cieco dalla guerra, decide di sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico dal cui esito dipenderà non solo il suo futuro, ma anche la felicità di Assunta, la sua fidanzata.

Un appuntamento, dunque, imperdibile quello di domani sera all’Ambra Jovinelli, per celebrare all’insegna della grande tradizione eduardiana, la rinascita di uno dei simboli culturali della capitale.

Valentina De Simone