I presepi di Bergamo: il capolavoro 2010 di Gualtiero Imberti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:35

Bergamo 23, dicembre.  A volte capita di trovarsi di fronte a qualcosa d’inaspettato. Scendendo dalle montagne bergamasche per una delle tortuose strade  che collegano la Val Brembana alla Val Seriana, si passa da Molini di Oneta minuscola frazione dell’omonimo Comune della Val del Riso.

Dirigendosi verso Ponte Nossa s’incappa in un enorme “albero di ghiaccio”, per giunta illuminato da fari multicolore.  Curiosità giornalistica pura, ci fermiamo, nonostante sia notte, ci sia la neve anche sulla strada e faccia un freddo a dir poco pungente. Una stradina ci porta a destinazione, ci troviamo davanti all’enorme massa ghiacciata, sapientemente scolpita. A fianco, un ponticello di legno, addobbato con luci natalizie. Quest’ultimo porta ad una piccola capanna, anch’essa di legno. Fuori un cartello che indica un presepe. “Sarà chiusa, a quest’ora”, e invece no. Aprendo la porticina e facendo i primi due passi un meccanismo automatico accende le luci interne che rivelano il presepe indicato all’esterno. Lo stesso consiste in un diorama che occupa metà capanna per larghezza e profondità.

A non saperlo si rimane a dir poco stupefatti. Impossibile infatti immaginare che in un paesino così piccolo e obiettivamente un po’ fuori mano esista un’opera d’arte di questo calibro. Già, perchè proprio di arte si tratta. Il presepe è l’ultimo (capo) lavoro di Gualtiero Imberti, già vincitore di numerosi premi a tema.

Come si evince chiaramente dalle foto ( cliccare sulla scritta Photogallery sotto l’immagine), ambiente e personaggi sono curati nei minimi particolari, ma c’è di più: Il presepe è completamente automatizzato e rappresenta un’intera giornata di Betlemme ai tempi della nascita di Gesù. Luci che si accendono e si spengono da sole raccontano la città dall’alba al tramonto, alla notte più scura. Imberti ha dato letteralmente vita ad alcuni dei personaggi del suo presepe, permettendo loro di muoversi grazie a piccoli motori elettrici.  Il diorama è corredato oltre che da un mirato gioco di luci, anche da diversi suoni scelti “ad hoc“. Il lamento di un bimbo, l’abbaiare di un cane, il rumore metallico generato dal lavoro di un fabbro e così via.

Il diorama è stato allestito nel giro di due mesi. L’entità dell’opera farebbe pensare ad una preparazione molto più lunga. Il video che abbiamo realizzato riprende il ciclo giorno-notte e documenta indiscutibilmente la maestria dell’autore. Molini di Oneta è località oggettivamente non immediatata da raggiungere, ma per chi dovesse passare le vacanze natalizie sulle montagne bergamasche, farci un salto, magari in notturna, potrebbe davvero valerne la pena.

Angelo Sanna