Aldo, Giovanni e Giacomo: “La banda dei Babbi Natale” rapina i cinema italiani

Uscito nel periodo degli ormai classici “cinepanettoni” (una tradizione al cui interno forse può essere annoverata questa pellicola) il nuovo lavoro di Aldo, Giovanni e Giacomo è andato oltre le più rosee aspettative, raggiungendo il secondo posto al Box Office (dopo il sempre irraggiungibile Natale in Sudafrica di Neri Parenti e soci) incassando 2.591.060 euro solo nella prima settimana di programmazione. La banda dei Babbi Natale sembra essere così segnare il ritorno del trio ai fasti di un tempo, dopo alcune prove non felicissime (basti pensare al deludente Il cosmo sul comò).

Il film racconta la storia di Giovanni, veterinario cacciatore e bigamo truffaldino, Giacomo, chirurgo e vedovo inconsolabile e Aldo, uomo immaturo che nasconde la propria precarietà affettiva e lavorativa giocando accanitamente alle scommesse. La notte di Natale la polizia trova tutti e tre vestiti da Santa Claus mentre, appesi al cornicione di un palazzo di Milano, cercano di entrare in un appartamento. Tutta la storia viene raccontata con un lungo flashback, durante l’interrogatorio a cui i tre protagonisti vengono sottoposti in questura (un po’ alla The millionaire, per intenderci).

La produzione del film è di Paolo Guerra per Medusa Film e Agidi Srl., mentre la regia è di Paolo Genovese. La pellicola al suo interno vede la partecipazione di tanti amici e compagni di viaggio del trio comico: Angela Finocchiaro, Giorgio Colangeli, Sara D’amario, Giovanni Esposito, Silvana Fallisi, Antonia Liskova, Lucia Ocone, Cochi Ponzoni, Massimo Popolizio, Remo Remotti e – nell’inedita veste di attrice – la produttrice e giudice di X-Factor Mara Maionchi.

Intanto stasera Aldo, Giovanni e Giacomo saranno ospiti di Fabio Fazio per una puntata speciale di “Che tempo che fa” a loro dedicata. Un amarcord sulla nascita e l’ascesa del trio comico più amato dagli italiani piuttosto che un’occasione di promozione, visto che il film, a giudicare dagli incassi, sembra davvero non averne bisogno.

Roberto Del Bove