Chagall è tornato a Roma!

Non sono molti gli anni che separano l’attuale mostra presso il Museo dell’ Ara Pacis di Roma dall’ultima volta in cui le opere di Marc Chagall furono esposte nella Capitale, fatto sta che, probabilmente, la Città Eterna sentiva già la mancanza di questo celebre artista novecentesco.

Il titolo della mostra che ha aperto i battenti solo pochi giorni fa e che fino al ventisette marzo del prossimo anno avrà modo di coccolare gli occhi di tutti gli appassionati d’arte, è “ Chagall. Il mondo sottosopra”. Le opere che raccontano “l’universo capovolto” di Chagall sono centoquaranta. Un tripudio di colori che a volte sembrano evocare leggerezza mentre altre sembrano supplicarne, attende il fruitore presso il museo dell’ Ara Pacis.

Su Marc Chagall, ebreo russo naturalizzato francese, viene spesso detto che il suo fosse un mondo che sembrava essere “visto attraverso la vetrata di una chiesa”. Tale espressione racchiude, effettivamente, molto di tutto ciò che Chagall rappresenta. Se si immaginasse di osservare un qualunque soggetto attraverso, ad esempio, le ampie vetrate di Notre Dame, innanzi tutto lo si vedrebbe coloratissimo. Inoltre chi guarda attraverso una vetrata è quasi obbligato a guardare verso l’alto: il mondo delle strade e dei marciapiedi viene inesorabilmente sostituito da quello del cielo. Ciò significa che chi guarda qualunque cosa attraverso la vetrata di una qualsiasi chiesa, vedrà il proprio soggetto come una coloratissima figura che come sfondo possiede solo il cielo. Chagall, effettivamente, era solito usare colori estremamente vivaci e rappresentare persone ed oggetti leggeri, volatili. La leggerezza dei soggetti e la forza dei colori usati, sono due elementi che contraddistinguono in maniera inequivocabile Marc Chagall.

Non bisogna dimenticare l’elemento religioso che è molto presente nei quadri di questo artista di origine ebraica.

Cosa ci si deve aspettare dalla mostra al Museo dell’ Ara Pacis e dal “mondo sottosopra” di Chagall? Probabilmente molti colori, molta tenerezza e decisamente poca forza di gravità.

Martina Cesaretti