Costa d’Avorio: 14mila persone in fuga verso la Liberia

Migliaia di persone sono in fuga dalla Costa d’Avorio. Secondo quanto riferisce l’Onu, circa 14mila persone starebbero cercando rifugio nella vicina Liberia. La forte ondata di violenze esplose dopo le elezioni avrebbe convinto gli ivoriani a fuggire dal paese d’origine per evitare la morte. Il clima è incandescente e probabilmente la situazione peggiorerà nei prossimi giorni.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha denunciato una fuga di massa degli ivoriani. Tuttavia, per molte persone non è stato affatto semplice arrivare in Liberia per chiedere ospitalità. Infatti, i ribelli armati delle Forze Nuove (FN) hanno impedito a molti di valicare il confine passando dalla frontiera principale. Ciò ha costretto i profughi dell’ovest della Costa d’Avorio a una deviazione di tragitto di circa 80 km.

Un cammino tortuoso ma soprattutto pericoloso per sfuggire alle violenze che imperversano nel Paese. Proprio l’Onu ha presentato giovedì scorso una risoluzione che mostra le crudeltà e le barbarie perpetuate dopo l’esito delle elezioni. Le statistiche riferiscono di “173 morti, 90 casi di tortura, 471 arresti e 24 persone scomparse forzate o involontarie”. Un ingente numero di soprusi e coercizioni che ha originato il flusso migratorio degli ivoriani verso luoghi più sicuri.

La crisi politica seguita alla discussa elezione di Gbagbo avvenuta lo scorso 28 novembre ha aperto una grande falla nel già precario equilibrio ivoriano. Gbagbo aveva infatti sconfitto Ouattara raccogliendo un maggior numero di voti. Tuttavia, lo sconfitto si è rivolto alla Corte Costituzionale chiedendo e ottenendo l’annullamento di migliaia di voti falsati e invalidando di fatto le elezioni. Tuttavia, Gbagbo ha ignorato ogni protesta, proclamandosi presidente della Costa d’Avorio e accendendo un forte dibattito presso gli stati vicini e la comunità internazionale.

Tuttavia, a nulla sono servite le pressioni contro Gbagbo per abbandonare la sua posizione, dato che il presidente ivoriano ha ripetutamente affermato che si tratta di un complotto contro la sua figura. “Se Gbagbo non terrà conto della nostra richiesta – ha affermato la Comunità Economica dell’Africa Occidentale, un organismo capitanato da 15 leader africani con compiti economici e sociali – non avremo alternative: prenderemo misure diverse, incluso l’uso della forza, per portare a compimento quanto deciso dal popolo ivoriano”.

Uno scenario delicato che probabilmente porterà la Costa d’Avorio verso un destino non scritto. L’Onu ha lanciato il suo appello affinché si offra protezione ai civili: una condizione importante per donare un futuro allo stato africano.

Emanuele Ballacci