Fiat, arriva il miliardo per Mirafiori

Intesa che vale un miliardo di euro e che, secondo Sergio Marchionne, “apre Mirafiori a una nuova vita”.

L’azienda ha confermato l’investimento e le reazioni non si sono fatte attendere.

Per Gianfranco Carbonato, presidente dell’unione industriali di Torino, “L’accordo raggiunto su Mirafiori è un risultato importantissimo per tutta l’industria italiana, per quella torinese in particolare e per la nostra città che nell’auto ha e avrà ancora in futuro un comparto produttivo importante”.

“Il rilievo dell’intesa va oltre, in quanto introduce elementi di discontinuità nel sistema delle relazioni industriali, ammodernandole e rendendole compatibili, nel lungo termine, con l’esercizio dell´attività manifatturiera”, ha aggiunto Carbonato, auspicandosi che “le nuove regole, nate a livello aziendale, possano essere recepite in un contratto nazionale per l’auto rapidamente”.

Entusiasta anche Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte: “Sono molto contento per la firma e apprezzo molto la lungimiranza ed il senso di responsabilità dimostrata sia da Fiat, che dai sindacati che hanno sottoscritto il piano”.

“È molto importante sia dal punto di vista pratico, perché garantisce investimenti e posti di lavoro sia dal punto di vista psicologico, perché dà un nuovo slancio a una regione a vocazione industriale”.

Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, dal canto suo, non dimentica l’esclusione di una sigla dalla firma: “Bisogna analizzarlo nel dettaglio, ma in ogni caso mi sembra un accordo positivo, una Pomigliano migliore. È importante andare avanti con gli investimenti, ma spero che nella trattativa non vengano emarginati quelli che non hanno firmato. Per questo spero che venga ripresa la discussione sul contratto nazionale, cosicché anche chi non ha firmato, possa rientrare nella trattativa”.

Per Antonio Saitta “si è aperto uno spiraglio importante. I lavoratori non potranno che avallare l´intesa perché consente di guardare con speranza al futuro della Fiat a Torino” ed anche Fabrizio Cellino, presidente dell’Api, l’associazione delle piccole e medie imprese, guarda al referendum che dovrà legittimare l’intesa:”Adesso vista l´indubbia rilevanza strategica che Mirafiori ha per il territorio, per l’indotto oltre che per i lavoratori, è fondamentale che quanto oggi è stato stabilito sia reso operativo in maniera opportuna e con tempi certi”.

“Si tratta di un accordo utile e necessario all’economia e alla coesione sociale del territorio torinese”, il commento di Nanni Tosco, segretario generale Cisl Torino, mentre di tutt’altro avviso è Federico Bellono, segretario Fiom, per il quale siamo di fronte ad “un accordo anche peggiore di quello che era stato configurato venti giorni fa. I temi della malattia e delle pause mensa non hanno trovato una soluzione”. Secondo la Fiom, l’aspetto peggiore dell’intesa è che “cambia il sistema delle relazioni industriali nel nostro Paese e cambia con l’azienda più importante. Un vulnus sul tema della democrazia”.

Marco Notari