Genova, comunità Sant’Egidio: anche i musulmani al pranzo di Natale

 Almeno 4000 persone hanno preso parte al pranzo di Natale organizzato, a Genova, dalla Comunità di sant’Egidio.  Hanno partecipato anche alcuni musulmani che hanno restituito la visita della Comunità durante le feste religiose dell’Islam. Il menù ha subito dei cambiamenti: dalle carni e dal ragù è stato eliminato il maiale. Anche l’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco ha portato il suo saluto alle persone radunate all’interno della basilica.

Clochard, rom, anziani poveri e moltissimi bambini hanno voluto porre domande al prelato che si è soffermato con loro a chiacchierare. Tra gli ospiti, il sindaco di Genova Marta Vincenzi e i responsabili della Comunità di Sant’Egidio, tutti commensali assieme ai poveri. Al termine del pranzo, nella chiesa hanno fatto irruzione alcuni Babbo Natale che hanno portato molti doni: guanti, sciarpe e coperte per i clochard; giocattoli per i bambini.

Una donna senza tetto che, nel giorno di Natale, si era unita ai tanti in fila per il pranzo offerto dalla Comunità di Sant’Egidio nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, per qualche minuto, ha temuto che il suo pasto caldo fosse sfumato: «E mo come entro, me so persa il cartoncino rosso», diceva la donna. I volontari di Sant’Egidio l’hanno fatta accomodare ugualmente a un tavolo come altri 2 mila, ha pranzato tra le navate della storica parrocchiale.

Gli ospiti del pranzo di Natale erano quasi tutti senza casa; chi con i suoi pochi averi in una busta di plastica, chi con la propria roba ammassata in un carrello della spesa. C’erano anche tante persone comuni, ridotte al limite della povertà dalla crisi economica che ha fatto perdere il lavoro a single e capifamiglia. Tra questi anche alcuni papà separati che, oltre al dover stare lontano dai propri figli sono ridotti alla povertà.

Il pasto natalizio offerto da Sant’Egidio non è che la più nota tra le tante iniziative caritatevoli di una città che, spesso, sa mostrarsi solidale con i meno fortunati. Circa 10 mila persone hanno ricevuto un pasto per Natale. In molti hanno pranzato alle tavole della Caritas in stazione Termini. Altri hanno scelto di scambiarsi auguri pranzando con i rifugiati e i volontari del Centro Astalli (Jesuit Refugee Service) della Capitale, dove si è presentato anche il sindaco  Gianni Alemanno, il quale ha voluto portare i suoi auguri di persona: «Roma è vicina a chi è nel bisogno e dunque anche ai rifugiati» ha detto. Alemanno era già stato nel centro un paio di giorni fa per portare un paio di quintali di derrate alimentari. Sono oltre 400 le persone in difficoltà che ogni giorno si recano nel Centro Astalli per trovare assistenza alimentare.  Importante solidarietà che dovrebbe continuare durante  tutto l’anno.

Cosmo de La Fuente