Wikileaks, 1.2 milioni di euro a Assange per pagare le spese legali

Julian Assange è sul lastrico. Le spese legali sostenute per il processo di Londra, pari a 200mila sterline (circa 235mila euro), hanno prosciugato il conto in banca del blogger australiano. Il quale, attraverso un’intervista rilasciata al britannico “Sunday Times”, ha prontamente lanciato un appello per ricevere fondi per proteggere la sua persona e, soprattutto, Wikileaks. Ha così deciso di scrivere la sua autobiografia, firmando contratti con editori del valore totale di 1,2 milioni di euro. Il libro uscirà nella primavera del 2011 e sarà tradotto in moltissime lingue.

Assange non è uscito del tutto indenne dal processo per l’accusa di aggressione sessuale proclamata da due donne svedesi. Nonostante il rilascio su cauzione e la libertà vigilata possano costituire due buone notizie, il fondatore di Wikileaks ha speso ingenti somme per difendersi. La potenziale possibilità di estradizione verso la Svezia o, nel peggiore dei casi, gli Stati Uniti per subire un vero e proprio processo potrebbero dargli il colpo di grazia. Proprio per questo sarebbe indispensabile per Assange poter contare su un cospicuo patrimonio: tracciare nuove strategie difensive assieme ai suoi legali.

L’unico modo per guadagnare soldi e farlo in fretta sarà la scrittura della sua autobiografia e della storia della fondazione di Wikileaks. “Non voglio scrivere questo libro, ma devo farlo: devo difendermi e proteggere Wikileaks” ha dichiarato Assange. Molti editori hanno già sborsato fior di quattrini per aggiudicarsene i diritti. 800mila dollari (circa 600mila euro) saranno pagati dal suo editore statunitense Alfred A. Knopf suo, mentre e 325mila sterline (circa 380mila euro) saranno corrisposte dal britannico Canongate. Altri contratti a cifre minori sono stati firmati con altri editori piccoli e medi in giro per il mondo, tra cui l’italiano Feltrinelli. La cifra raccolta da Assange ammonterebbe così a circa 1 milione e 200mila euro.

Una parte degli introiti sarà certamente devoluta al mantenimento di Wikileaks. Infatti, il successo di Assange ha portato un aumento esponenziale di visite amplificando le spese per la gestione, già pesanti dopo la decisione di pagare stipendi a tutti i collaboratori, utilizzando i soldi delle donazioni. Le quali, nel 2010, secondo il quotidiano statunitense Wall Street Journal, ammontano a circa un milione di euro.

Una questione delicata: uno sforzo congiunto in nome della libertà di informazione. E la speranza di non vedere mai la parola fine su Wikileaks.

Emanuele Ballacci