Velluto, mon amour!

Chi dice che il velluto sia demodé? In questo preciso momento, se si è di questo parere, si è praticamente costretti a ricredersi. Il velluto, tessuto particolarmente in voga nel lontano quattordicesimo secolo, è ora il principe delle passerelle. Gli stilisti hanno deciso di vestire le proprie modelle con abiti fatti di questo tessuto, che a lungo è stato relegato al ruolo di “stoffa per fare le tende”. Sono molti coloro che sembrano rivalutare il velluto, che nei tempi andati era un must per ogni donna che volesse sfoggiare un’eleganza nobile e pregiata. Le collezioni autunno/inverno 2010-11 propongono una vasta gamma di capi d’abbigliamento ed accessori interamente o parzialmente fatti di velluto. Da Cavalli a Moschino Chip & Chic: gli stilisti che si sono lasciati tentare dal fascino antico del velluto sono davvero molti. Ogni casa di moda ha impresso il proprio personale stile a tale tessuto, che trionfa sotto la forma di borse, abiti, pochette, collane, scarpe e pantaloni. Gli abiti in velluto di Altuzarra, Armani, Dolce e Gabbana, Antonio Berardi, Zac Posen pullulano sulle passerelle. Difficile non ricordare un particolare abito rosso firmato Antonio Berardi, la cui eleganza rimarrebbe impressa a chiunque. Anche il contributo di Zac Posen, di cui resta impresso in particolare un abito rosso decisamente succinto che rievoca il periodo vittoriano, è assolutamente memorabile.

Ogni fashion victim che si rispetti dovrà sfoggiare, in questa stagione, almeno una borsa in velluto ed un paio di scarpe del medesimo tessuto, siano esse delle ballerine oppure degli stivaletti.

Il velluto sarà anche stato considerato fuori moda e fuori luogo a lungo, ma bisogna dire che è un tessuto decisamente natalizio e che, di questi tempi, non sembra essere stato “riesumato” dalla scatola delle mode passate per caso.

Il velluto è realmente il re del trend di questa stagione? Se così non fosse Angelina Jolie non si sarebbe presentata all’anteprima europea di “The Tourist” con un abito di velluto nero!

Martina Cesaretti