Chiude il Teatro Duse, quattrocento anni di opere (I parte)

Chiude lo storico Teatro Duse di Bologna, attivo dal 1634. L’ETI (Ente Teatrale Italiano) lo aveva avuto in gestione sin dal 1963; dopo la sua soppressione da parte di Tremonti con il Decreto Legge del 31 maggio 2010, compiti e attribuzioni erano stati trasferiti al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il 31 dicembre il contratto di affitto non sarà più pagato.

I tagli al finanziamento statale della cultura hanno staccato la spina di un settore, in vero, già in crisi: il teatro vede da molti anni il pubblico farsi sempre meno numeroso e, analogamente a tantissimi altri settori, dall’automobile alle società calcistiche, è stato messo in ginocchio dalle difficoltà economiche dell’Europa.

Da lungo tempo il Teatro Duse era considerato a rischio. Dal 2007 l’ETI sollecitava un’intesa con Comune, Provincia e Regione per condividere una nuova ipotesi di gestione del teatro, nella quale l’ente dismetteva il teatro garantendo, per i tre anni successivi, il pagamento dei costi e un sostegno per la gestione. Allora l’ETI non si sentiva incalzare dalla sua cancellazione, ma dai tagli al Fus. Proprio i tagli al finanziamento statale, congiuntamente alla difficoltà di bilancio del Comune di Bologna, avevano poi ogni volta messo in crisi le trattative; così aveva commentato Mauro Felicori, dirigente del Settore Cultura in Comune: «ci serve la certezza che il governo garantisca il sostegno al teatro anche dopo i tre anni di transizione». Il tutto aveva protratto la questione delle dismissioni del Duse con tempi che rischiavano un’altra volta di diventare patologici.

Quando si dice tagliare la testa al toro… La norma che in maggio soppresse l’ETI ha congelato definitivamente il processo di definizione degli accordi interistituzionali, rendendo di fatto totalmente vani i tentativi di salvataggio guidati dall’assessore regionale Massimo Mezzetti e dal commissario di Bologna Anna Maria Cancellieri.
L’ultimo di questi tentativi era avvenuto in estate, quando furono messe le basi per la creazione di una nuova gestione affidata al teatro cooperativa Arena del Sole in collaborazione con la Fondazione Emilia Romagna Teatro. L’intenzione era quella di costituire un’associazione temporanea d’impresa, che riuscisse  ad inserire il teatro Duse all’interno di un progetto per la realizzazione di un “sistema teatrale regionale”; la partecipazione delle istituzioni pubbliche e di alcune fondazioni bancarie si sarebbe mossa parallelamente al finanziamento dalla Regione e dall’amministrazione locale.

Il salvagente pubblico-privato, tanto voluto dal sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro, si è risolto in nulla. Il 10 dicembre… (segue)

Giulia Antonini