Fiat, Camusso contro Marchionne: “Antidemocratico, illiberale e autoritario”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:37

“Un antidemocratico, illiberale e autoritario”. Intervistato da ‘Repubblica, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, definisce così Sergio Marchionne.

Commentando l’accordo separato alla Fiat-Chrysler raggiunto alla vigilia di Natale, la donna al vertice del più grosso sindacato italiano tuona in maniera dura contro la politica adottata dal Lingotto. “Non si può concordare l’esclusione di un sindacato“, dichiara la Camusso, la quale se la prende poi con Cisl e Uil che “si sono trasformate in sindacati aziendalisti che propagano la posizione della Fiat”. Quanto a Confindustria, “o fa sentire la sua autorevolezza nel sistema delle imprese oppure prevarranno le regole della giungla – avverte la sindacalista – non può limitarsi a guardare perché è in atto un’offensiva pure nei suoi confronti”.

A detta del leader Cgil, l’esclusione della Fiom da Mirafiori “significa il ritorno agli anni Cinquanta. Allora c’erano i reparti confino, oggi c’è l’esclusione della rappresentanza sindacale. L’idea, tuttavia, è esattamente la stessa. E cioè quella di costruire un sindacato non aziendale bensì aziendalista il cui unico scopo è quello di propagare le posizioni dell’impresa”.

“Penso che il tratto distintivo di quell’accordo sia il suo essere anti-democratico – sottolinea la Camusso – Direi che Marchionne è un anti-democratico e illiberale. Il tema vero è questo. Aggiungo che non può esserci un modello partecipativo che si fondi sull’impedimento della libertà sindacale“.

Al cronista che gli chiede il motivo per cui la Fiom non ha firmato, magari “turandosi il naso”, la sindacalista risponde: “È difficile applicare il principio del voto con il naso turato nelle trattative sindacali. La Fiom, possibilmente con la Cgil, dovrà aprire una discussione su questa sconfitta. Perché, l’ho già detto, un sindacato non può limitarsi all’opposizione altrimenti rinuncia alla tutela concreta dei lavoratori”.

La Camusso fa autocritica: “Quando c’è una sconfitta non possono non essere stati commessi degli errori. Nessuna grande sconfitta è solo figlia della controparte. Ce l’ha insegnato Di Vittorio: se anche ci fosse una responsabilità in percentuale minima, su quella ci si deve interrogare”.

La proposta contenuta nell’accordo per Mirafiori “è poco rispettosa della fatica del lavoro – conclude la donna succeduta a Guglielmo Epifani alla guida della Cgil – Non si può applicare ai lavoratori la cosiddetta “clausola di responsabilità”, secondo la quale non è possibile opporsi all’intesa e scioperare anche se le condizioni di lavoro diventano insopportabili. Una clausola di quel tipo possono sceglierla sindacati e imprese ma non possono subirla i lavoratori”.

Raffaele Emiliano

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