Libero, Bocchino contro Belpietro: “Per i falsi attentati si rivolga al suo caposcorta, non a Fini”

”L’editoriale odierno di Maurizio Belpietro rasenta una patologia che riguarda certa stampa e qualche giornalista in particolare”. Il capogruppo alla Camera di ‘Futuro e Libertà per l’Italia’, Italo Bocchino, commenta così l’accusa apparsa oggi sul quotidiano ‘Libero’ secondo cui il presidente della Camera Gianfranco Fini starebbe organizzando un falso attentato terroristico ai propri danni, a scopi ovviamente propagandistici.

“Per far felice l’editore di fatto del suo quotidiano Belpietro ipotizza un attentato che ferisce Fini per danneggiare Berlusconi – spiega Bocchino – Una tesi folle frutto di menti folli che la dice lunga sullo scadimento di certo giornalismo italiano. Se la storiella dell’attentato è ridicola quella della prostituta modenese è ancora peggio e il tutto dovrebbe consigliare una vacanza al direttore di Libero“.

“Se poi insiste, per saperne di più di falsi attentati può chiedere al suo caposcorta – è la frecciatina velenosa che lancia il braccio destro di Fini, in riferimento al presunto agguato teso mesi fa ai danni di Belpietro – e se vuole notizie su donne a pagamento deve rivolgersi ad altri palazzi della politica, certamente diversi da Palazzo Montecitorio”.

A Bocchino fa eco Nino Lo Presti, segretario amministrativo di Fli, secondo il quale ”Belpietro non deve preoccuparsi: la credibilità di ‘Libero’, il quotidiano da lui diretto, è già perduta da tempo, non c’è bisogno di metterla in discussione”.

”L’ultimo delirio su un possibile attentato a Fini a scopo propagandistico – sottolinea Lo Presti – la dice lunga sulle condizioni psichiche di questo giornalista che ha fatto dell’ingiuria e della calunnia il leitmotiv della sua carriera. L’instabilità di Belpietro è ormai un dato acquisito, così come è acclarata la sua totale mancanza di coraggio nell’accettare un confronto con il sottoscritto, che ancora attende soddisfazione dopo essere stato definito insieme agli altri colleghi finiani ‘traditore’. Belpietro – insiste il ‘finiano’ – ha ridotto il giornalismo ad un suk di pettegolezzi e falsità”.

Proprio per questo, sottolinea Lo Presti, ”il chiacchiericcio sul presunto attentato si rivela essere la classica manovra di controinformazione degna dei migliori servizi segreti”.

Insomma, la guerra tra i due co-fondatori del Pdl, lungi dal dirsi terminata, sembra trovare ancora sul quotidiano di Belpietro il principale terreno di scontro.

Raffaele Emiliano