Messico, Natale di sangue: 13 morti a Ciudad Juarez

Strage di Natale a Ciudad Juarez, in Messico. La guerra tra gang del narcotraffico ha causato 13 morti in appena due giorni. Undici persone sono state uccise alla vigilia e due nel giorno di Natale. Il numero delle vittime della guerra sale così 30mila, di cui 12mila solo nel 2010. Tuttavia, da quando il presidente Felipe Calderon ha lanciato una lotta senza quartiere ai cartelli della droga, gli arrestati sono stati più di 27mila.

Ciudad Juarez, definita ‘capitale del crimine’, è considerata la città più pericolosa del mondo. Situata al confine con gli Stati Uniti, è la regina del traffico di stupefacenti in tutta l’America settentrionale. La guerra fratricida tra narcotrafficanti e contro le autorità è una vera e propria piaga. Teatro degli scontri è abitualmente la frontiera tra la Ciudad Juarez ed El Paso, cittadina del Texas. Infatti, i narcos rivali si contendono la supremazia sulla vendita verso gli Usa, uno dei principali mercati che frutta oltre 60 miliardi di dollari all’anno.

La logica del far west ha tuttavia trovato un deciso oppositore in Felipe Calderon, salito al potere nel 2006. Il presidente ha tentato di combattere su tutti i fronti e con tutti le armi a sua disposizione le violenze perpetuate dai cartelli della droga. Un piccolo successo sono i 27mila arresti compiuti in quattro anni, tra cui quello cruciale di Arturo Gallegos Castrellon, leader del potente cartello degli Aztecas. Tuttavia, la guerra è ancora lunga e le perdite sono cospicue anche tra i poliziotti.

Con 12mila morti ammazzati, il 2010 è stato definito “l’anno più violento della storia del Messico contemporaneo” dall’agenzia di stampa boliviana Bolpress.

Inevitabile un crollo del turismo. Chi non avrebbe paura a recarsi in Messico per le vacanze? I picchi di violenza sono altissimi, mentre le autorità sono incapaci di fronteggiare tali escalation. La guerra dei narcos e la crisi economica hanno completato l’opera, distruggendo il business turistico. Molte attività sono fallite e, sebbene il Messico rimanga una delle mete più economiche, il futuro non è affatto roseo. I tour operator assicurano che ci sono numerose località sicure, ma chi ha voglia di sfidare la sorte?

Emanuele Ballacci