Bocchino insiste: “Belpietro chieda scusa a Fini”

Conosco Maurizio Belpietro da quindici anni e da lui mi sarei aspettato che prima di scrivere del presunto attentato doveva chiamare il portavoce di Fini per chiedere se era prevista una visita ad Andria a marzo, doveva verificare la notizia con il ministro degli Interni e chiedere lumi alla parte interessata. Prima di sparare fandonie sulla escort modenese Belpietro doveva verificare attraverso la prefettura di Modena se Fini era stato lì nei periodi indicati da chi l’accusa. Questo è il giornalismo che ci hanno spiegato quando ci siamo iscritti all’ordine e così andrebbe fatto. Belpietro invece aveva l’ansia di tirar fuori queste fandonie e temeva che prima di lui lo facesse il Giornale (una gara tra titani). E così ha fatto la frittata che è sotto gli occhi di tutti”. Il capogruppo di ‘Futuro e Libertà per l’Italia’ alla Camera, Italo Bocchino, dal sito di ‘Generazione Italia’, ritorna sull’editoriale di ‘Libero’ in cui ieri Maurizio Belpietro ha lanciato l’accusa secondo cui il presidente della Camera Gianfranco Fini starebbe organizzando un falso attentato terroristico ai propri danni, a scopi ovviamente propagandistici.
”A ogni modo – continua Bocchino – sono abituato a pensare in maniera positiva, senza odio: chi ha conosciuto Belpietro quando era libero dalle attuali ossessioni spera sempre che si ravveda e che cominci a farlo chiedendo scusa a Gianfranco Fini per la cattiveria con cui ogni giorno lo accusa”.

Al capogruppo di Fli a Montecitorio fa eco il collega di partito Fabio Granata: ”E’ vero: vogliono annientarci. Ma il mandante è Berlusconi. Fli deve avere come ragione sociale unica demolire il berlusconismo, è incapacitante da parte di qualcuno dei nostri dirigenti sottolineare che vogliono annientarci e poi non essere conseguenziali a indicare il mandante: e il mandante è Silvio Berlusconi”, sottolinea il vicepresidente della commissione Antimafia.

”Ciò che sta avvenendo dopo la vergogna del 14 dicembre – aggiunge Granata – dovrebbe dare una indicazione evidente sulla necessità di una coerente linea politica di radicale chiusura a Silvio Berlusconi. E’ lui il mandante del tentativo di annientamento della destra repubblicana e costituzionale. Per questo dobbiamo reagire, sfiduciando Bondi e con alleanze che riescano a liberare l’Italia da Berlusconi e dal suo sistema di potere.

Altro che moderatismo e responsabilità – conclude con rabbia Granata – Fli deve solo porre fine al berlusconismo: deve essere la sua principale ragione sociale”.

Raffaele Emiliano