Capodanno, spese per cenone -9% rispetto al 2009. Cotechino batte zampone

Da un sondaggio di Confesercenti-Swg si apprende che gli italiani spenderanno per il cenone di Capodanno il 9% in meno rispetto allo scorso anno.

La stima delle spese per la notte di San Silvestro, infatti, passa da 117 euro in media a persona del 2009 ai 104 euro di quest’anno, mentre aumentano, dal 3 al 4%, le persone che dichiarano apertamente di rinunciare ai festeggiamenti perché versano in difficoltà economiche.

Gli italiani che festeggeranno fuori casa saranno circa 4 milioni: ristorante, vacanza in Italia o all’estero e discoteca le scelte più gettonate.

I giovanissimi sono i più propensi a festeggiare fuori l’addio al 2010, mentre i residenti al Sud sembrano più indirizzati alla spesa come da tradizioni, pur festeggiando a casa con parenti ed amici.

Dai dati di Confesercenti, però, coloro che viaggeranno per il 1° dell’anno sono in calo del 4% rispetto allo scorso anno, mentre il calo per l’intero periodo delle vacanze, da Natale all’Epifania, arriverà all’8%. Per l’associazione questa contrazione è addebitabile soprattutto alle condizioni climatiche e alla preoccupazione economica.

Passando ai sogni per il nuovo anno, dal sondaggio sul sito confesercenti.it viene fuori che per gli italiani il più grande desiderio è un ‘buon lavoro’, 43%, seguito da una grossa vincita alle lotterie, 30%, dalla voglia di conseguire successo al cinema o in tv,12,2% e in politica, 10%. A conferma del clima di incertezza che ha caratterizzato il 2010, il 5/6% ha risposto ‘non so’ al questionario.

Intanto Coldiretti fa sapere che quasi cinque milioni di chili tra cotechini e zamponi verranno consumati durante le festività di fine anno, pari a circa il 95% della produzione totale nazionale.

La preferenza degli italiani va ai cotechini il cui consumo in quantità è pari ad oltre il doppio di quello degli zamponi. Immancabile la presenza, con i due piatti, delle lenticchie ‘porta-fortuna’, con un consumo stimato di un milione di chili.

L’associazione dei coltivatori, per l’occasione, ricorda la storia dello zampone, la cui nascita viene fatta risalire verso il 1511, anno in cui le truppe di papa Giulio II assediarono Mirandola, città fedelissima al regno francese, i cui abitanti, per non lasciare ai nemici i pochi suini rimasti, li uccisero tutti e per non sprecare la carne la affidarono ad un cuoco, che ebbe l’idea di tritarla tutta e miscelarla con delle spezie.

Una volta completata la preparazione, il cuoco inserì il composto nella pelle delle zampe anteriori dei maiali, per poterlo conservare a lungo e cuocerlo al momento opportuno. Nacque così – ricorda la Coldiretti – il prototipo del famoso zampone di capodanno.

Marco Notari