Ronaldo: ‘macho’ sterile

Ronaldo è famoso per la sua bravura come calciatore, ma è anche un latin lover che spesso finisce nei giornali di gossip. Dopo essere diventato padre di quattro pargoli ha deciso di porre rimedio all’eccessiva produzione o, meglio, di chiudere la fabbrica (precise parole di Ronaldo) sottoponendosi alla vasectomia.

Il ‘fenomeno’ non avrà più figli, e non dovrà più preoccuparsi dei suoi incontri saltuari che dovrebbero, in ogni caso, essere protetti. Era stato beccato anche con dei viados tempo fa.

Le dichiarazioni del calciatore sono apparse sulle pagine di un quotidiano di San Paolo. È una brutta notizia per le opportuniste che speravano di restare gravide accoppiandosi con Ronaldo in modo da assicurarsi un benessere economico, ma, ormai, non ce n’è per nessuna!  Chissà se il calciatore perderà parte del suo fascino a causa di questa decisione.

Per molti si tratterebbe di una prova d’amore per la nuova compagna. Ronaldo è stato esplicito nelle sue dichiarazioni: “nessun problema per l’erezione – ha detto – mi hanno solo praticato due piccoli fori alla sacca scrotale”. Che abbia voluto tranquillizzare qualcuno? I figli del calciatore brasiliano sono: Ronald, di 10 anni, figlio di Milene Domingues; Alex, di 5 anni, riconosciuto da Ronaldo solo quest’anno, dopo che la cameriera brasiliana di origini giapponesi Michele Umezu ha ottenuto in tribunale il riconoscimento della paternità e,  ultimi,  i due figli della moglie attuale  Bia Anthony, Maria Sophia (2 anni) e Maria Alice (9 mesi). 

Anche Pelè, anni fa, decise di sterilizzarsi. Tra i due molte le cose che li accomunano. Ai tempi del Mondiale del 2002 Ronaldo divenne capocannoniere della rassegna con 8 gol e il secondo Pallone d’oro portati a casa in un solo anno. Oggi sono simili anche per le loro scelte di vita. Ma Pelè, poi se ne pentì e dovette ricorrere all’inseminazione artificiale per ingravidare la seconda moglie, da cui ebbe due gemelli.  Ronaldo, però, dice di non pentirsi della sua scelta: “Ho sempre avuto il sogno di avere molti bambini e ora l’ho realizzato“.

Cosmo de La Fuente