Firmato contratto per Pomigliano, Fiom proclama sciopero generale: “Fiat vuole operai schiavi”

E’ stato firmato il nuovo contratto di lavoro per i 4.600 dipendenti dello stabilimento di Pomigliano, il tutto per mano della Fim, Uilm, Ugl metalmeccanici, Fismic, dell’Associazione dei quadri Fiat e del Lingotto. I lavoratori in questione da gennaio 2011 saranno riassunti dalla Newco che, a partire dall’autunno del prossimo anno, produrrà la nuova Panda (stimati 1.200 veicoli l’anno). La Fiom non ha firmato il contratto che considera illegittimo e ha, invece, proclamato uno sciopero generale.

IL CONTRATTO. Questo si basa sugli accordi (700 milioni di investimenti) del 15 giugno su Pomigliano tra Fiat e sindacati, esclusa la Fiom. I punti principali sono: un incremento salariale medio di 30 euro lordi per dodici mensilità e un nuovo inquadramento professionale. Da gennaio verranno assunti una decina di lavoratori (impiegati e tecnici) nella Newco, quelli della Giambattista Vico Plant resteranno in cassa integrazione e con ore dedicate alla formazione. Le riassunzioni verranno completate per la fine del 2011.

LO SCIOPERO. Nel corso del comitato centrale della Fiom, è stato proposto per il 28 gennaio dal segretario generale Maurizio Landini uno sciopero generale di 8 ore di tutti i lavoratori metalmeccanici, il tutto con il fine di rispondere “all’attacco antidemocratico e antisindacale lanciato dalla Fiat”. La proposta è stata approvata dal comitato con 102 sì e 29 astenuti.

LE PAROLE DI LANDINI. “La strategia di Fiat, con gli accordi separati che introdurranno nuove regole per gli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori, dimostra che “il Lingotto vuole operai schiavi, senza diritti e sotto ricatto”. E’ quanto affermato proprio da Maurizio Landini, che ha parlato, inoltre, di “cancellazione del lavoro come soggetto che ha la stessa dignità delle imprese” e ribadito il fatto che “c’è solo l’impresa che detta le regole e il lavoro può solo aderire”. La preoccupazione della Fiom è che il percorso avviato dalla Fiat “possa fare scuola”, diventare un esempio, “una strategia adottata da tutte le imprese italiane”.

Il leader del sindacato ha poi risposto a quei politici che si sono detti favorevoli all’accordo per Mirafiori: “Provate ad andare nelle catene di montaggio – ha detto – e poi vedremo se ragionerete nello stesso modo”. Interpellato successivamente sulle parole a favore del medesimo accordo spese dall’ex segretario del Pds, Piero Fassino, e dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha replicato duramente dichiarando di trovare utile “che le forze politiche, prima di parlare, facessero lo sforzo di vedere il mondo dalla parte di chi lavora”, ovvero “provare a ragionare come uno che guadagna 1.300 al mese”.

Mauro Sedda