Fragole e cioccolato: maggiori informazioni per migliori benefici

Anche gli alimenti iniziano a non avere più segreti. Due diversi studi sono riusciti a raggiungere un ambito traguardo che permetterà di elencare tutti i benefici di determinati alimenti.

Le ricerche portate a termine dall’International Strawberry Sequencing Consortium e quelle ad opera del Cirad hanno reso noto rispettivamente il genoma della fragola di bosco e della cioccolata. Conoscere ciò che ingeriamo per comprendere quindi al meglio cosa potrebbe provocare il determinato alimento all’interno del nostro organismo.

Esaminando la prima ed interessante scoperta per colmare la nostra sete di notizie e la nostra curiosità possiamo dire che la ricerca ha coinvolto un gruppo formato da trentasette enti scientifici. In essi è rappresentato anche il nostro paese. L’Italia va infatti fiera della partecipazione di una squadra dell’Istituto Agrario San Michele all’Adige (Iasma). Tutto il gruppo è stato coordinato dall’Università della Florida e soprattutto dall’esperienza e dalla sapiente mano del dottor Vladimir Shulaev. L’autorevolissima ‘Nature Genetics’, pubblicandone i risultati ottenuti, contribuisce a diffondere l’importanza e la valenza degli esperimenti effettuati. Gli scienziati hanno lavorato duramente per scoprire i segreti della fragola e in particolare della fragolina di bosco e della fragola selvatica ‘Hawai 4’. In tutto sono stati trovati 34.809 geni. Ulteriore merito da attribuire alla ricerca corrisponde con il fatto che sia stata stimata come la scoperta del  più piccolo genoma di pianta coltivata fino ad ora.

Il cioccolato è invece stato studiato dal team francese di Claire Lanaud a Montpellier. La ricerca vanta poi la collaborazione di Mark Guiltinan dell’Università del Penn State e di svariati scienziati appartenenti a ben diciotto centri di ricerca. Sotto analisi è finita una qualità di cacao molto pregiata ovvero il ‘Theobroma cacao’. Di esso sono stati rinvenuti ed identificati ben 28.798 geni. La particolare qualità che è finita sotto la lente di ingrandimento degli strumenti scientifici ha poi una valenza storica molto importante in quanto sembra che sia una delle primissime piante ad essere addomesticate.

Cosa porteranno di innovativo queste ricerche? Beh pare scontato dire che gli studi effettuati aiuteranno molti dottori e scienziati nella ricerca per le allergie dei pazienti,  di nuovi incroci di piante  e nella sperimentazione per trarne medicamenti. Se la ricerca continua su questa strada si potranno trarre sicuramente ottimi benefici per la nostra salute.

Alessandra Solmi