Il premier britannico Cameron come ad X Factor: “Vota via internet la tua legge”


La politica ai tempi di Facebook, si direbbe.

Se, in Patria, stranisce che Maria Stella Gelmini, contestato Ministro per l’Istruzione, abbia aperto un canale Youtube, e non abbia disattivato l’opzione relativa ai commenti (sappiamo bene cosa pensano gli studenti italiani della sua riforma), o chi è ancora stupito per le uscite del nostro premier, Silvio Berlusconi, i cittadini inglesi hanno accolto con medesima sorpresa la decisione del loro premier, il conservatore David Cameron: votare le leggi direttamente da internet.

Un po’ come ad X Factor, si vota la proposta fino a 100mila consensi prima che questa passi al governo, prima di trasformarla in disegno di legge.

Chiaro immaginare che il ddl Gelmini ben poche speranze avrebbe avuto di vedere la luce, ma sorgono diverse titubanze.

Se Cameron pensava, in cuor suo, di dare, letteralmente, il potere in mano al popolo, i laburisti si dicono nettamente contrari alla proposta: “La blogosfera non è un’area riservata ai discorsi sensati, ci troveremo davanti a petizioni che chiedono la nomina a premier di Jeremy Clarkson, o il riconoscimento ufficiale delle religioni animiste”.

Se si specifica che il Clarkson nominato non sia l’ultimo dei politici, bensì, un popolare presentatore televisivo, risulta chiaro lo stupore dei laburisti.

Questi, in realtà, avrebbero molte ragioni per dubitare della proposta avanzata da Cameron, in quanto l’idea ha dei precedenti a dir poco bizzarri.

Ai tempi del vecchio governo progressista, l’ex premier si trovò dinanzi a parecchie difficoltà visionando, quotidianamente, uno spazio di proposte online (che non correvano, però, alcun rischio di finire in Parlamento): ben due milioni di persone sottoscrissero una petizione in cui si chiedeva l’abolizione dei pedaggi autostradali, mentre in centomila chiedevano che il Tony Blair consegnasse le sue dimissioni.

Finora, nel nostro Paese, Facebook è organizzatore ufficiale del No B Day, attraverso cui il popolo viola ha chiesto per ben due volte che Berlusconi lasciasse la poltrona.

Ma questa, si sa, è un’altra storia.

Carmine Della Pia