La Russa: porta socchiusa a Casini

Accogliere, ma con moderazione. E’ questo il consiglio che il ministro della Difesa, Ignazio La Russa – interpellato oggi da Il Giornale – consegna al governo guidato da Silvio Berlusconi. Il coordinatore del Pdl è consapevole che il ruolo giocato dall’eterno centrista, Pier Ferdinando Casini, è di primaria importanza e invita per questo a procedere con cautela, evitando di “pescare” nel mucchio dei singoli indecisi e invitando piuttosto a coordinare una strategia più strutturata.

All’Udc bisogna socchiudere la porta – ha spiegato La Russa – ma basta corteggiamenti. Serve una moratoria in attesa di capire i reali intendimenti di Casini”. Per il responsabile della Difesa, insomma, occorrerebbe calibrare le avances nei confronti dei centristi, partendo dalla consapevolezza che i numeri per “rimpolpare” la stretta maggioranza potrebbero già esserci. “Ci sono dodici deputati non ex An, oggi sparpagliati in vari gruppi dal Fli al Misto – ha assicurato La Russa – che hanno capito che le loro aspettative non valgono la rottura del rapporto con noi. Più ex An che farebbero bene a rivedere le loro scelte. Più i radicali’.

“Chi vuole venire – ha continuato il ministro – è già arrivato sua sponte. Io smetterei di accogliere i transfughi in fuga anche perché se gli rubi i suoi è più difficile che Casini entri organicamente in maggioranza”. E da coordinatore dl Pdl, Ignazio La Russa ha ridimensionato le ansie di quanti hanno letto nei “vacillamenti” di Mara Carfagna prima e di Stefania Prestigiacomo dopo i sintomi di una crisi all’interno del partito: “Le ragazze hanno forte passione politica – ha spiegato – sono desiderose di far bene, quindi hanno una particolare sensibilità agli attacchi ingiusti, e sottolineo ingiusti, e reagiscono con la passione che le contraddistingue”.

 “Non sono capricci – ha insistito il ministro – È che le ragazze hanno più voglia di fare proprio in quanto donne. Questo comunque dimostra che non ce ne stiamo al governo appiattiti per le poltrone, ma per fare ognuno il massimo».

Maria Saporito