Napoli: 2 vincitori al Superenalotto, nessuna irregolarità

Napoli, 28 dicembre. Sono due i vincitori adesso milionari del Superenalotto. A 36 milioni di euro ammonta la somma che spetta a ciascuno di diritto: nonostante si temesse, inizialmente, che la vittoria risultasse irregolare a causa di questa fortunata coincidenza, è stato proprio Agipronews ad affermare che tutto si è svolto senza alcuna irregolarità.

I due vincitori hanno infatti giocato nella tabaccheria di Corso Vittorio Emanuele a Napoli una schedina precompilata: questa formula delle schedine prestampate è assai frequente, perché si vuole agevolare il cliente che ha poco tempo a disposizione. Ebbene, la doppia vincita di ieri è dovuta al fatto che due schedine prestampate erano perfettamente identiche. Nulla vieta, sottolinea Agipronews, che un cliente possa utilizzare e quindi convalidare una schedina precompilata utilizzata in precedenza da altri.

Nessuna “svista”, come sosteneva il titolare, ma una mera coincidenza. “A ogni ricevitoria, la Sisal invia 500 schedine prestampate – spiegano i titolari – il singolo ricevitore decide poi quante metterne ‘in vendita’ e in genere si va per blocchi: noi, per esempio, avevamo messo a disposizione dei clienti le prime quindici e tra queste c’era anche la schedina vincente”. Prosegue il racconto dei titolari della tabaccheria: “Quando abbiamo esaurito la prima ‘mazzetta’ avremmo dovuto stampare il secondo blocco, a partire cioé dalla sedicesima schedina inviataci dalla Sisal. E invece per una svista abbiamo duplicato il primo gruppo. Il che vuol dire che oltre alla doppia giocata vincente ci sono altri doppioni che però non hanno vinto”. “E’ sicuramente gente del posto – aggiungono, a proposito dei vincitori -, ma nessuno si è fatto vivo”.

Nonostante la prevedibile assenza dei vincitori, i festeggiamenti sono durati tutta la notte. “Avevamo ottenuto qualche vincita discreta con i Gratta e Vinci – spiegano i titolari – ma niente di paragonabile a questo. Abbiamo brindato fino a stamattina e intanto continuiamo a lavorare”.

Angela Liuzzi