Prova su strada Nissan: 1600 km con una Pixo usata

Bergamo, fine dicembre. Abbiamo pensato di fare qualcosa di diverso.  Chi quindi si aspetta una prova rigorosamente tecnica, densa di dati statistici, calcoli matematici e fisici, rimarrà probabilmente un po’ deluso. La nostra idea è stata quella di “scrivere” un “diario automobilistico”, di un viaggio affrontato con una macchina usata, in specifico una Nissan Pixo 1.0 a doppia alimentazione (benzina e G.P.L.), immatricolata ad inizio 2010.

La city-car ha appena fatto il tagliando previsto dal programma di manutenzione della casa (17 novembre, 18.625 km) e per lavoro ci siamo trovati a dover percorrere mezza Italia in una settimana . Non avrebbe potuto esserci occasione migliore. Lo spunto ci è venuto proprio dalla categoria che identifica la piccola di casa Nissan, “city-car”, vale a dire, auto da città. Ci siamo di conseguenza chiesti come si sarebbe comportata fuori dal suo “ambiente naturale”, sottoponendola ad un uso prolungato e potenzialmente straordinariamente vario.

La circostanza è, fatte le debite proporzioni, simile a quella in cui potrebbero trovarsi  tutti i possessori (presenti e futuri) di una Pixo che decidono di recarsi in vacanza e affrontare quindi centinaia o migliaia di chilometri con la propria auto. Le destinazioni potrebbero essere i mari del Sud Italia come una qualsiasi capitale europea. Il clima gelido delle ultime  settimane sembrerebbe indirizzare l’affidabilità della prova più verso il secondo caso, nella realtà però vedremo che non sarà così, o meglio, solo così.

La nostra prova su strada è stata progettata per essere svolta immedesimandoci in un automobilista standard, ovviamente stando attenti a determinati particolari. Alla guida “non c’è” quindi un tecnico, ma un comune viaggiatore che utilizza un’auto non più nuova. Una situazione classica. Vogliamo capire, mettendoci dalla parte del consumatore, cosa questi penserà della propria auto, durante e dopo il viaggio, a seconda di come la stessa si comporterà.

L’auto a nostra disposizione: Nissan Pixo 1.0 (998 cc) 5p. Motore euro 5 a tre cilindri, 12 valvole, per 50 kw di potenza (68 cavalli). Peso 875 kg (da libretto). Gomme 155/65  r14, ancora in buono stato.

Prim0 giorno, 7 dicembre.Treviglio-Rapallo, passando da Piacenza, Tortona, Genova, km 271. Quasi tutta autostrada, piove e inizia a farsi buio (la partenza è avvenuta nel pomeriggio). Tenendo il riscaldamento acceso e utilizzandolo in modo adeguato, parabrezza e vetri dei finestrini restano sostanzialmente limpidi. La visibilità è quindi decisamente buona. Nel primo giorno di viaggio, la nostra Pixo non riscontra alcun problema. Il livello di difficoltà affrontato è però minimo.

Secondo giorno, 8 dicembre. prima destinazione, Levanto, perla delle Cinque Terre. Certo non è la stagione migliore per visitare la zona, arcinota per il turismo estivo. Fa freddo, pioviggina, a tratti diluvia. Decidiamo comunque di compiere il giro dell Parco Nazionale, uno di quelli possibili. Una trentina di chilometri circa, percorsi su tratti montagnosi (salita e discesa), appunto sotto la pioggia, a tratti non ci facciamo mancare neppure la nebbia.

La Pixo su curve e tornanti rivela una certa agilità ed anche un buono spunto per essere un 1.0 da nemmeno 70 cavalli. Ciò che sorprende positivamente è soprattutto la tenuta di strada. La city-car Nissan è piuttosto larga (1630 cm) ed ha il baricentro basso; la capacità di stare “incollata” la testiamo proprio sfruttando la morfologia della zona, che costringe la strada stessa a continui cambi di direzione e le condizioni climatiche: pioggia uguale asfalto bagnato.

Se qualcuno a questo punto sta pensando male si sbaglia.  A parte il dover e voler rispettare il codice della strada, pigiare troppo sull’acceleratore esula dalle nostre intenzioni originali. Siamo partiti non avendo nessuna intenzione di sottoporre la meccanica del veicolo a stress non necessari. Gli unici ad essere ammessi e valutati sono stati quelli generati dai chilometri percorsi per il nostro viaggio di lavoro.

Uscendo dalle Cinque Terre, prima di prendere dirigerci verso La Spezia, ci fermiamo a prendere un caffè. Perchè scriverlo? Perchè sulla porta d’ingresso della Trattoria La Loggia, nei pressi di Pignone, regna un cartello indirizzato ai quattro zampe, sul quale al posto di esserci scritto il solito “io non posso entrare”, c’è scritto l’esatto contrario. Insomma è stato tolto il “non”. Varcando la soglia, ci attende un anziano barboncino che probabilmente ha ormai perso del tutto la vista. Questo non gli impedirà di farci le feste e darci tutte le leccatine del caso. Abbiamo voluto ricordarlo.

Dopo qualche minuto di riposo facciamo rifornimento e ci dirigiamo verso la nostra prossima tappa, Livorno. Da La Spezia sarà tutta autostrada. Chilometri totali percorsi: 140. Difficoltà: media (per una classificata come city-car), dovuta alla variabilità della strada percorsa e alle sue caratteristiche specifiche, nonchè alle condizioni climatiche. Freddo, pioggia, nebbia. Problemi riscontrati: sostanzialmente nessuno, a parte leggere ruvidità meccaniche temporanee, dovute forse alla bassa temperatura e alla forte umidità, in ogni caso rientrate autonomamente nel giro di qualche minuto.

Terzo giorno, 9 dicembre:  E’, per così dire, di transizione. Un lungo trasferimento da Livorno a Veroli, provincia di Frosinone, dove resteremo per qualche tempo. Scegliamo di percorrere la Via Aurelia, operando due brevi soste a Montepescali, uno splendio borgo situato su un colle in provincia di Grosseto e a Tarquinia. Distanza totale 411 km. Difficoltà: minima. In giornata spunta pure il sole. E’ una buona occasione per valutare il comfort della Pixo. Non si sta viaggiando su una grossa berlina e chiaramente tutto quanto viene riportato va poi contestualizzato alle possibilità reali di un’auto pensata per muoversi prevalentemente in città e quindi per brevi tratti.

A fronte di tutto questo non è comunque possibile sostenere di aver viaggiato scomodi. La piccola Nissan nonostante il tre cilindi (frazionamento solitamente abbastanza rumoroso) è piacevolmente silenziosa; guidare anche per diverse ore (se, ovviamente, si è abituati a farlo) non stanca e la conformazione dei sedili permette alla schiena di non risentire troppo del prolungato mantenimento della posizione di guida (pur considerando le due soste). Ricordiamo che la nostra Pixo rimane comunque un auto usata, con alle spalle circa 20.000 km. Non certo moltissimi, ma la piccola non è nemmeno appena uscita dalla fabbrica.

Quarto giorno, 10 dicembre: Veroli è un paese a una decina di chilometri da Frosinone, situato su un monte.  La località è molto caratteristica e possiede un centro storico decisamente attraente. E’ da qui che per tutto il giorno ci muoviamo attraverso le colline della ciociaria, passando da alcuni dei suoi Comuni più conosciuti come Anagni e Alatri, percorrendo circa 152 km. La Pixo affronta i lunghi e tortuosi saliscendi di un’intera giornata abbastanza agevolmente, non dando alcun segno di cedimento o difficoltà. Il consumo di carburante ( g.p.l)  aumenta leggermente rispetto alla media extraurbana, indicata dalla casa in 19,6 km con un litro.

Ciò è probabile sia avvenuto per due ordini di motivi. Il primo e più importante riguarda la morfologia della strada che, non essendo stata praticamente mai in pianura (in riferimento alle strade da noi percorse) ha indiscutibilmente generato uno sforzo maggiore da parte del piccolo 3 cilindri 12v. La seconda motivazione, che ha una coda, potrebbe riguardare l’alimentazione.

I moderni impianti a g.p.l sono in grado di garantire (quasi) la stessa resa di quando il propulsore viene alimentato a benzina verde, ma, oggettivamente, il “gas” possiede una minore capacità esplodente. Ciò potrebbe indurre il motore a richiederne una quantità maggiore, seppur di poco. Nel conto totale va inserita anche la variabile “temperatura esterna”, in quei giorni decisamente bassa (plausibile quindi un consumo leggermente maggiore anche per questo motivo). In ogni caso, il consumo, calcolato sommariamente dato il genere di prova realizzato, per quel giorno si è attestato sui 17,5 km/l.

Quinto giorno. L’auto resta ferma e lo rimarrà fino alla sera del sesto giorno, volutamente. La nostra Pixo è infatti rimasta parcheggiata sul fianco di un colle aperto ad una valle, quindi completamente esposta al gelo notturno. Anche questa (con un pizzico di crudeltà)  è stata un’azione volontaria.  La piccola giapponese, per essere una city-car, è stata abbondantemente sollecitata nel giro di pochi giorni e lasciarla esposta alle intemperie non è stato certo il modo migliore per salvaguardarne la meccanica.

Sesto giorno: ore 19. La Pixo è ferma dalle due di notte del giorno prima (41 ore), ma ha un anno di vita ed è sempre stata tenuta in modo impeccabile. All’avvio del propulsore, non ci aspettiamo particolari problemi, e non ne abbiamo. Destinazione Roma, il traffico della Capitale. L’auto rientra nel suo “ambiente naturale”, ma il giorno dopo l’attendiamo alla prova finale, il rientro.

Settimo giorno: si torna “a casa”. Frosinone-Lodi (per poi rientrare nella provincia di Bergamo). 614 km di autostrada A1 tutti d’un fiato, fermandoci solo per fare rifornimento e mangiare qualcosa (circa 20 min di sosta). Anche in questo caso la city-car giapponese non ha destato alcuna preoccupazione, né durante il viaggio né dopo. All’arrivo, il controllo dei livelli di acqua, olio, liquido dei freni, hanno dato riscontri pressochè ottimali, nessun rabbocco si è reso necessario.

Chilometri totali percorsi, circa 1600: Cifra che non corrisponde esattamente alla somma di quelli riportati nell’articolo,  alcuni brevi trasferimenti privati non sono stati volutamente inseriti nel conto, in quanto totalmente ininfluenti ai fini della prova.

Problemi riscontrati: in buona sostanza nessuno. La piccola della Nissan si è comportata bene praticamente in ogni occasione, dimostrando un’ottima affidabilità ed una versatilità sconosciuta ad un uso prettamente cittadino. C’è comunque da tener presente che la Pixo in questione non è stata sottoposta ad alcun tipo di sollectazione estrema. Se l’auto fosse incappata in problemi di gravità media o alta, saremmo sicuramente rimasti negativamente sorpresi. A onor della cronaca, la city-car non ha comunque dato alcun tipo di grattacapo.

Cosa è migliorabile:  a livello motoristico, la Pixo soddisfa pienamente gli scopi per i quali è stata progettata e si spinge effettivamente anche un po’ più in là. L’unica limitazione viene dal poco spazio interno, che non permette carichi troppo consistenti di borse e borsoni. Insomma, se si viaggia da soli o anche in due con un numero medio di bagagli, nessun problema, abbattendo i sedili di posto ce n’è (anche se sarebbe auspicabile un vano di carico più ampio), ma se si ha una famiglia, la scelta di cosa portarsi dietro va ponderata con attenzione. D’altra parte si sta parlando di un’auto lunga tre metri e mezzo, alta neanche uno e mezzo e larga qualche centimetro in più. Augurarsi migliorie a riguardo è sacrosanto, ma la piccola di casa Nissan rimane comunque una city-car ed anche a livello si spazio interno, va valutata per quello che effettivamente è.

A.S.