Dal Teatro La Fenice di Venezia, il consueto appuntamento con il Concerto di Capodanno

Venezia contro Vienna, Verdi contro Strauss, il consueto appuntamento con il Concerto di Capodanno da qualche anno ormai ha assunto il carattere di una vera e propria sfida all’ultima nota tra la tradizione operistica italiana e quella musicale d’oltralpe.
Un braccio di ferro che anche quest’anno si rinnova, il 1° gennaio, con il grande repertorio del melodramma nostrano, in diretta su Rai Uno, dal Teatro La Fenice, a confronto con i valzer e l’immancabile Marcia di Radetzky, in mondovisione, dal Musikverein di Vienna.

A dirigere l’orchestra sul podio dello stabile veneziano, il maestro inglese Daniel Harding, una novità rispetto ai veterani delle edizioni precedenti, che si misurerà con i grandi autori italiani, Bellini, Donizetti, Rossini, Verdi e Puccini in primis, con la sola eccezione di Mozart e le sue “Nozze di Figaro”. Estratti d’opere famose affidate al talento di giovani artisti come il soprano De’sire’e Rancatore, il tenore Antonio Poli e il basso-baritono Luca Pisaroni.
Il tutto accompagnato dalle coreografie di Mvula Sungani interpretate da Isabelle Ciaravola, Emanuela Bianchini, Alessio Carbone e Kledi Kadiu, insieme al corpo di ballo della Compagnia di Sungani e i brakers Heroes Crew. E in chiusura, ”Va pensiero” e ”Libiam nei lieti calici’ dalla ”Traviata” di Giuseppe Verdi a calare il sipario su un’edizione particolarmente sentita, questa del 2011, perché darà il via, con l’inno di Mameli suonato in apertura e i decori in sala ispirati al tricolore, alle celebrazioni in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Unico neo su un evento di successo che anche quest’anno ha registrato una richiesta di biglietti tanto alta da far aggiungere una replica, come sempre i tagli statali alla cultura. La mancata approvazione da parte del Governo del reintegro del Fondo Unico per lo Spettacolo, infatti, mette seriamente a rischio la sopravvivenza del teatro. «Se non ci saranno variazioni, chiuderemo il bilancio con un buco di 3,2 milioni di euro», ha spiegato Cristiano Chiarot, sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia. «Sarebbe una condanna a morte».

Valentina De Simone