Il piccolo Zachary, l’orgoglio di papà Elton John e marito

Ci aveva provato in tutti i modi, Elton John, a coronare la propria vita personale con l’unica cosa che forse finora gli mancava: la paternità. Ora, all’età di 63 anni c’è riuscito, fuggendo alle maglie della legge inglese che impediva a lui e a suo marito David Furnish – sposato nel 2005, da quando cioè la legge d’Albione consente le unioni gay – di avere un figlio tutto loro. I due aspiranti papà si sono così rifugiati in California, uno dei pochi stati americani (e del mondo) a consentire alle coppie gay la pratica della fecondazione in vitro tramite un utero “in affitto”.

Dopo questa ricerca inesausta e paziente il sogno è diventato realtà e lo scorso 25 dicembre (va bene che John è megalomane, ma si tratta di una coincidenza) è nato l’erede della popstar, il piccolo Zachary Jackson Levon Furnish John. Nato in ottima salute, il bimbo pesava al momento della nascita 3 chili e 240 grammi. I genitori non hanno perso tempo e hanno già espresso la loro gioia per il lieto evento: “Siamo sopraffatti dalla felicità e dalla gioia in questo momento davvero speciale – hanno commentato entrambi –. Zachary sta bene e noi siamo genitori davvero orgogliosi e felici“. Nulla si sa invece della madre naturale del bambino, che è rimasta anonima. Quello che è certo è che, visto il conto in banca di Elton John, il compenso sarà stato più che all’altezza della situazione.

Tra l’altro questo felice episodio è giunto dopo un rocambolesco tentativo di adozione già effettuato dalla coppia nel settembre 2009. All’epoca John e il marito Furnish tentarono di adottare un bambino ucraino malato di Aids, ma la legge ucraina – che consente l’adozione solo alle coppie etero – impedì la buona riuscita dell’adozione.

Alcuni hanno criticato i protagonisti di questa storia definendola una vera e propria compravendita, in cui era in ballo una vita umana. Queste stesse persone hanno dimenticato che la pratiche della fecondazione in vitro e dell’utero “in affitto” sono accessibili a milioni di coppie (gay e non) e non solo agli ultramiliardari come Elton John. Quindi non si capisce perché solo l’autore di Your song e Rocket Man, a causa dei milioni di sterline che ha in tasca, debba essere giudicato un mercenario della vita. Si potrebbe dibattere sulla questione da un punto di vista bio-etico, ma è un discorso che sta a monte e poco ha a che fare con la nascita del piccolo Zachary.

Se è vero che bisogna cogliere sempre il lato positivo delle cose, allora chissà che dopo questo lieto evento al buon vecchio Elton non torni l’ispirazione e ci regali alcune perle pop delle sue. Magari come quelle che lo hanno consegnato alla storia alla storia della musica.

R. D. B.