La Gazzetta Ufficiale: “Il Wi-Fi è libero”, decreto Pisanu cancellato

E’ tutto vero. Il wi-fi è libero. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha mantenuto la promessa dando il via all’abrogazione delle norme anti terrorismo inserite nel decreto Pisanu di 5 anni fa. Si tratta di un qualcosa estremamente significativo per il nostro Paese. Certamente non di un record, ma di un passo importante in direzione della lotta contro l’arretratezza, il tutto tradotto nel punto 19 del Decreto Milleproroghe, approvato alle Camere e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Le novità più importanti sono rappresentate dall’abrogazione delle disposizioni per l’identificazione degli utenti ed il monitoraggio delle operazioni e l’archiviazione dei dati, dunque i gestori di alberghi e di altre strutture ricettive potranno finalmente offrire il servizio wi-fi senza obbligo di specifica registrazione.

19. All’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «fino al 31 dicembre 2010, chiunque» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31 dicembre 2011, chiunque, quale attività principale,»;
b) i commi 4 e 5 sono abrogati.

Il punto 19 del decreto si riferisce, appunto, alla legge Pisanu del 31 luglio 2005, n.155, che viene modificata. Cambia il comma 1. <<Chiunque intende aprire un pubblico esercizio o un circolo privato di qualsiasi specie, nel quale sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche, deve chiederne la licenza al questore>>. L’obbligo in questione vale ora solo per i gestori di Internet Point, sono escluse, quindi, le altre attività come i bar, i circoli, i ristoranti, gli alberghi ed altre ancora. Tutto ciò non è altro che l’abbattimento di quel muro che fino ad oggi non aveva permesso al wi-fi di spaziare e svilupparsi nel territorio italiano.

L’abrogazione dei commi 4 e 5 cancella le seguenti restrizioni:

4. […] sono stabilite le misure che il titolare o il gestore di un esercizio in cui si svolgono le attività di cui al comma 1, è tenuto ad osservare per il monitoraggio delle operazioni dell’utente e per l’archiviazione dei relativi dati, […], nonché le misure di preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili.

5. Fatte salve le modalità di accesso ai dati previste dal codice di procedura penale e dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, il controllo sull’osservanza del decreto di cui al comma 4 e l’accesso ai relativi dati sono effettuati dall’organo del Ministero dell’interno preposto ai servizi di polizia postale e delle comunicazioni.

Non bisogna dimenticare, comunque, che è atteso a breve un intervento legislativo che regolerà nuovamente il settore, con l’obiettivo di stabilire in che modo e misura sia possibile chiedere agli esercenti eventuali modalità di controllo sulle reti da loro gestite. Il tutto, che andrà a sancire definitivamente i nuovi equilibri del wi-fi in Italia, non cancellerà, comunque, l’enorme opportunità, anche commerciale, conquistata in questo fine 2010.

Mauro Sedda