Piemonte, al via la riorganizzazione sanitaria

Avviato in Piemonte l’iter per la riorganizzazione del sistema sanitario della Regione.

Il piano prevede la riorganizzazione delle Asl territoriali, la nomina di commissari e l’approvazione del nuovo assetto.

Il numero delle Asl, con l’accorpamento delle Aso, passa da 13 a 11, quello delle aziende ospedaliere da 8 a 7.

“L’obiettivo – si legge in un comunicato della Regione che riprende le dichiarazioni del presidente Roberto Cota e dell’assessore alla Sanità, Caterina Ferrero – è quello di organizzare l’offerta ospedaliera secondo un sistema di rete, che consentirà di far funzionare gli ospedali, fornendo ai cittadini un’offerta qualificata e razionale dei servizi”.

“La riorganizzazione delle Asl territoriali – ha aggiunto Cota – permetterà alle stesse di assumere un nuovo ed importante ruolo di controllo dei servizi sanitari per i cittadini piemontesi”.

“Servizi sanitari più efficienti e articolati. La riforma, si sa, avrà tempi lunghi. Tra qualche anno la gente potrà usufruire di ospedali in rete e sarà indirizzata nella struttura più indicata a seconda delle patologie da trattare. Oggi le competenze di Asl e Aso si mescolano: le prime dovranno fornire i servizi territoriali, le seconde quelli ospedalieri. Le Asl, in particolare, verranno potenziate: programmeranno, disporranno dei soldi, acquisteranno e controlleranno i servizi”, ha poi ribadito il governatore in un’intervista a La Stampa in tarda serata.

“Questa riforma dovrà essere un fiore all’occhiello del Piemonte. In Italia non esistono precedenti analoghi”.

“Le sfide del 2011? Le infrastrutture, la Tav e le Città della Salute di Torino e Novara”.

Cota, in merito alla Sanità, ha ringraziato innanzitutto i sindacati “Dal piano per il lavoro a quello per la competitività, passando alla riforma sanitaria, in questi mesi mi hanno aiutato. È un bel segnale in un momento difficile, nel quale non bisogna gettare benzina sul fuoco”, mentre sulle critiche sollevategli dal Pdl per l’eccessiva personalizzazione del piano regionale ha aggiunto: “Questa sera, subito dopo la giunta, ho convocato i capigruppo di maggioranza e opposizione. Saranno coinvolti nella discussione quando il piano approderà in Consiglio. In ogni caso, quando si fanno riforme di questa importanza bisogna dare un colpo di acceleratore. È quello che la gente si aspetta da me, il motivo per cui mi ha votato”.

Interpellato sui criteri adoperati per le nomine, faccenda che vede la Lega al centro di grandi polemiche, il presidente del Piemonte ha risposto di essersi ispirato a linee guida come “Competenza, capacità di intervenire da subito, conoscenza del territorio”, e che “alle Molinette, in un ospedale così delicato, serviva un segnale di rinnovamento ma anche una persona già testata: per questo la scelta è caduta su Iodice. Cosenza arriva a Novara dall’ospedale San Martino di Genova. Marchisio è un manager di grande valore: come Monferino, che sta lavorando alla grande”.

“Mi limito a questi esempi. In tutti i casi, si tratta di persone con un curriculum all’altezza, incaricate di portare a termine un compito epocale. E’ come chiedere a un pilota di saper guidare una Ferrari: anche nelle strade più strette”.

Marco Notari