Russia, Khodorkovsky condannato ad altri 5 anni e mezzo di carcere

Quattro giorni dopo essere stato riconosciuto colpevole da un tribunale russo, l’ex patron della Yukos, Michail Khodorkovski è stato condannato a 5 anni e mezzo di carcere. Una condanna che si aggiunge a quella ad 8 anni (di cui sette già scontati) comminati nel primo processo. Secondo il giudice Viktor Danilkin, che ha emesso la sentenza,  l’unica correzione possibile per Khodorkovski e per il suo ex socio in affari Platon Lebedev (anche lui imputato nello stesso processo) è “l’isolamento dalla società”.

Una condanna complessiva di 13 anni e mezzo di carcere che confermano le aspettative della vigilia e che sono solo sei mesi in meno di quelli chiesti dall’accusa. L’ex oligarca russo è stato condannato per appropriazione indebita e riciclaggio di denaro per essersi, secondo le accuse, appropriato di 350 milioni di tonnellate di petrolio.

“Io e Lebedev -ha detto  Khodorkovsky, subito dopo aver saputo della condanna-  siamo la dimostrazione di quanto sia inutile farsi proteggere dai funzionari del governo facendo affidamento sui tribunali e sulla giustizia. La legge di Churov è ancora valida, ma nè noi né i nostri amici dobbiamo perdere la speranza”, ha concluso il fondatore della Yukos , riferendosi ad una frase pronunciata da Vladimir Churov presidente della Commissione elettorale Putin ha sempre ragione e se non ce l’ha significa che ho capito male io”. Molti esperti stranieri e rappresentanti dei diritti umani considerano Khodorkovsky una vittima della deriva autoritaria del governo del primo ministro russo.  Lo stesso Putin, poco prima che fosse emessa la sentenza di condanna, in un’intervista televisa aveva affermato che “il ladro deve rimanere in galera”.

Numerose critiche sono piovute sulla Russia da parte della comunità internazionale, in particolare da parte degli Stati Uniti. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Mark Toner, dice di essere “preoccupato” per le “accuse di gravi violazioni del giusto processo”. Il ministro degli Esteri francese ha esortato le autorità russe “a considerare in pieno le preoccupazioni che questo processo ha suscitato in merito all’affermazione dei valori che formano il nostro patrimonio comune: stato di diritto, rispetto dei diritti e libertà fondamentali”. Parole dure sono state espresse anche dal cancelliere tedesco Angela Merkel “Rimane l’impressione che in questo processo abbiano svolto un ruolo motivi politici. Il che è contrario all’intenzione più volte espressa dalla Russia di seguire un percorso verso l’applicazione completa della legge”.

Annastella Palasciano