Sanità, il Governo vuole bloccare i concorsi regionali

Il Governo nazionale è pronto a impugnare i bandi per le assunzioni nelle strutture sanitarie siciliane.

L’annuncio arriva dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, al termine di una giornata di polemiche sulle 4.000 assunzioni decise dalla regione Sicilia alla luce del blocco del turnover che partirà dal primo gennaio.

“Le infornate di nuove assunzioni in Sicilia e in Puglia sono dovute a carenze di personale?  Tutte saranno impugnate – ha dichiarato Brunetta – E se le amministrazioni saranno incapaci di riorganizzarsi ne risponderanno di fronte al popolo sovrano”.

L’annuncio dei nuovi bandi di concorso e della riduzione di ticket e imposte decretati dalla Regione ha sollevato non poche critiche, soprattutto dai quotidiani vicini alla maggioranza del Governo. Sulle pagine de La Padania, Libero e Il Giornale si sono alternati titoli come “Sicilia pronta a sperperare”, “Sprechi senza fine” e “La Sicilia balla sul Titanic”, con i tre quotidiani che, unanimi, accusano il governatore Raffaele Lombardo di clientelismo e denunciano “le assunzioni facili che in altre regioni i cittadini si scordano”.

Chiaro il riferimento a quanto dichiarato dall’assessore alla Salute Massimo Russo, il quale ha affermato che il bando sarebbe stato pubblicato a tempo di record “prima che subentri il blocco del turn over imposto dalla legge nazionale”, raggirando così le restrizioni previste dalla finanziaria di Tremonti.

Per La Padania “Sicilia e sanità, due parole che quando stanno insieme significano guai”. Nell’articolo il quotidiano della Lega Nord ricorda i debiti disastrosi che la Sanità siciliana ha accumulato negli ultimi anni e critica la decisione del governo isolano di non risparmiare l’avanzo di gestione di 21 milioni di euro per il 2009. “Si sono sentiti in diritto di sperperare subito”, ha sottolineato il giornale leghista, “tanto a pagare saranno sempre i soliti, i padani”.

“Il governo democristofiniano di Raffaele Lombardo, con tanto di striature rosso finocchiaro, si permette il lusso di politiche anni ’80”, ha scritto Il Giornale, “Qui o c’è un trucco oppure si balla sul Titanic”. Per il quotidiano della famiglia Berlusconi il “viceré di Sicilia con le elezioni all’orizzonte può dare sfogo alla sua vocazione primitiva……venite clientes”.

Anche Libero bolla il tutto come una manovra pre-elettorale di Lombardo. “Quattromila precari in via di stabilizzazione sono un bacino di voti preziosi”, ha evidenziato il quotidiano, che dubita anche sui criteri di selezione dei nuovi assunti: “Non è che, per caso, i più capaci hanno trovato una strada autonoma e quelli rimasti con contratto a tempo determinato sono precari sotto ogni profilo: lavorativo e professionale?”.

La reazione di Russo non s’è fatta attendere. L’assessore regionale parla di “razzismo mediatico” e si scaglia contro i “preconcetti e pregiudizi” sulla Sicilia.

“È evidente che certa stampa, e certa logora politica, non accetta, anzi si sorprende, che in Sicilia possa funzionare qualcosa”, ha esclamato Russo. “I siciliani hanno già manifestato la loro indignazione sui vari blog – ha detto l’assessore alla Sanità – e capiranno sempre meglio che è ora di cambiare l’andazzo sbattendo i pugni nelle sedi opportune per rivendicare e ottenere i propri diritti espropriati da una politica sempre più attenta ai problemi del Nord”.

“Sono assolutamente certo che questo tipo di razzismo mediatico, insieme all’opera professionale di certi giornalisti pronti ancora una volta a mortificare la propria professionalità pur di recitare il ruolo di ‘servi sciocchi’ dei loro editori e dei ‘padrini’ politici di riferimento, saranno utilissimi a scuotere i siciliani e a stimolare nuove riflessioni sul ruolo di certi politici siciliani che nel corso degli anni, a Roma, avrebbero dovuto rappresentare e tutelare gli interessi della Sicilia. E che avrei voluto ascoltare, in queste ore, in un sussulto di dignità, difendere le ragioni dei siciliani che li hanno eletti”.

Marco Notari