Serie A: il Prefetto ordina Lecce-Bari a porte chiuse. Maroni e Beretta sono contrari

Il derby di Puglia del 6 gennaio prossimo tra Lecce e Bari si giocherà a porte chiuse. La decisione è stata presa dal Prefetto Mario Tafaro, che ha deciso così per evitare violenze tra le due tifoserie, da sempre rivali. Il suo provvedimento ha però lasciato perplessi sia Roberto Maroni (Ministro degli Interni) che Maurizio Beretta (presidente Lega di Serie A).

PERICOLO SCONTRI IN CITTA’ – Come detto in precedenza, le tifoserie di Lecce e Bari sono rivali da sempre. In un ultimo derby giocato in B (quello del 17 maggio 2008 vinto dal Lecce per 2 a 1, ndr) ci furono degli accesi scontri tra le due tifoserie, che si conclusero con la denuncia di 9 teppisti, che si erano resi colpevoli del danneggiamento di alcuni servizi igienici dello stadio di Via Del Mare di Lecce, di un’invasione di campo e dell’accesso di materiale pericoloso. Ma ciò che ha preoccupato il Prefetto Tafaro è il resoconto della Questura di Bari, che parlava di una riunione di alcuni tifosi del Bari a Torre dell’Orso per il 5 gennaio, nella quale avrebbero dovuto progettare un attacco ai rivali salentini, che si sarebbe dovuto svolgere per le vie del centro storico di Lecce, invaso il 6 dai numerosi turisti in vacanza per l’Epifania.

MARONI E BERETTA AVVERSI ALLA DECISIONE – La decisione di Taviano non è stata accettata da Maroni e da Beretta. Il Ministro degli Interni, che ha sempre sostenuto la Tessera del Tifoso per evitare situazioni del genere, dovrebbe sentire dopo giorno 1 il Prefetto salentino, per non far giocare la partita a porte chiuse. Più irritato è stato invece il commento del presidente della Lega di Serie A Maurizio Beretta, che ha parlato di “Sconfitta di tutti” e di “Decisione sbagliata, visto che non premia i cosiddetti tifosi buoni“.

SI E’ FATTA LA SCELTA GIUSTA? – Alla luce di quanto è emerso dalle indagini della Questure di Bari, si può capire perchè il Prefetto Tafaro abbia deciso di far giocare a porte chiuse la gara tra Lecce e Bari. Però bisogna anche capire che in questo modo l’Italia continua a dare un’immagine errata di sé al resto del Mondo, soprattutto all’Inghilterra, dove il calcio va avanti anche durante le feste natalizie, e si ferma solo quando il maltempo ha la meglio. Non rimaniamo quindi scioccati quando Ucraina, Polonia, Turchia e Francia ci precedono nel momento in cui c’è da assegnare un Europeo.

Simone Lo Iacono