Bossi: Berlusconi sa quel che fa

Cosa accade nella malferma maggioranza in questo ultimo frammento di anno? Mentre il presidente del Consiglio tenta di rasserenare gli animi dei più agitati, dispensando promesse di stabilità e di coesione politica e sociale, il fido alleato Umberto Bossi tesse la tela per un piano alternativo.

Che la Lega fosse allergica ai numeri risicati incassati dal governo nel corso dell’ultima votazione in Aula è fatto notorio, ma adesso che i tempi stringono e il cerchio intorno all’approvazione della riforma federalista rischia di trasformarsi in un cappio, i padani capeggiati dal Senatur pressano senza sosta, rinnovando la minaccia di staccare la spina qualora le promesse fatte non venissero onorate.

Per Bossi non esistono opzioni alternative: o il governo riesce a riconquistare compattezza, proseguendo spedito verso la via delle riforme (federalismo in primis) o il ricorso anticipato alle urne sarà inevitabile. “Se Berlusconi sbaglia a fare dei passi finisce nella palude – ha tagliato corto il leader del Carroccio – Lui stasera (ieri per chi legge, ndr) mi ha detto che è convinto di saperci nuotare. Mi ha detto: ‘Sono qui a lavorare nella palude romana’. Auguri, gli ho risposto: cerca di nuotare forte, o ti tiran sotto. Ha le idee molto chiare su quel che vuole – ha assicurato Bossi – Finché ha i numeri va avanti”.

“Che la palude ci sia e che bisogna stare attenti a non cascarci dentro – ha insistito il ministro leghista – questo è sicuro. Berlusconi adesso ha capito bene: non è uno che fa accordi con chiunque. Certo se ha i numeri sta lì, il governo va avanti, ma prima o dopo – ha notato – in democrazia devi andare a votare“.

Una osservazione che suona quasi come una minaccia, lanciata al presidente del Consiglio per rinfrescare la memoria su alcuni punti improcrastinabili. Come se esistessero accordi su cui il leader delle camicie verdi non fosse disponibile a transigere. “E’ importante che Berlusconi abbia i numeri per fare un po’ di riforme – ha ribadito il Senatur – Facciamo il federalismo e poi la riforma fiscale. Opporsi al federalismo non porterà voti al Sud. Se vuoi prendere voti al Sud non devi fare una lega del Sud, perché – ha spiegato Bossi – vogliono essere come i lombardi, non l’opposto”. Semplice logica padana, a cui Berlusconi farebbe bene ad affidarsi senza cedimenti.

Maria Saporito