Costa d’Avorio: è allarme genocidio

La Costa d’Avorio è sull’orlo del genocidio. Queste le parole di Youssoufou Bamba, nuovo ambasciatore ivoriano presso l’Onu nominato da Alassane Ouattara, l’uomo che la comunità internazionale vuole riportare al potere dopo che Laurent Gbagbo ha ribaltato il risultato elettorale di novembre. “E’ stato eletto in un’elezione libera, corretta, trasparente, democratica – ha detto Bamba riferendosi a Ouattara. Tale risultato è stato proclamato dalla commissione elettorale indipendente, certificato dall’Onu. Ora si (deve) parlare di come e quando il signor Gbagbo si dimetterà.

La risposta del Presidente uscente, però, arriva presto e non lascia aperto nessuno spiraglio di dialogo. In un’intervista esclusiva ad Euronews rispedisce le accuse al mittente: “Non hanno argomenti sulla questione di fondo, ossia, chi ha vinto le elezioni. Nel 2000, quando fui eletto, lo scenario era il medesimo. Inventarono storie sulle fosse comuni, e dissero che ero io il colpevole. Ci fu un’inchiesta e le forze dell’ordine che erano state accusate, furono prosciolte”.

Ma dall’opposizione continuano a denunciare l’allarme per i cittadini: “Per noi – dice Patrick Achi, portavoce di Ouattara – la preoccupazione maggiore riguarda la popolazione civile. I civili sono minacciati da mercenari e miliziani reclutati dal governo uscente.” L’allarme lanciato è confermato proprio dalle violenze che si sono succedute in Costa d’Avorio dopo il voto di Novembre. Ad oggi i morti sono saliti a 172 e le violenze, denuncia Bamba, non cessano. Anche l’Unhcr si unisce ai cori di apprensione che tengono il fiato sospeso alla comunità internazionale: dopo le 14 mila persone che la scorsa settimana hanno lasciato il Paese per fuggire in Liberia, in questi giorni altri 30 mila civili hanno seguito la stessa strada.

Le migrazioni di massa sono iniziate dopo il fallimento dei colloqui tra Gbagbo e l’Ecowas. Quest’ultima, dopo il rifiuto da parte del Presidente di cedere la presidenza a Ouattara, aveva minacciato il governo di far scattare “altre misure, compreso l’uso legittimo della forza per ottenere gli obiettivi del popolo ivoriano.” Tutto questo tre giorni fa. Da allora le violenze della polizia governativa si sono intensificate. Anche Gbagbo è intenzionato all’uso della forza per mantenere il suo potere.

Cristiano Marti